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Sant'Agata alla Badia
Inaugurati nuovi spazi
Inaugurati, sabato scorso, i nuovi spazi restaurati della Badia di Sant’Agata, opera di Giovanni Battista Vaccarini, in via Vittorio Emanuele II.
L’operazione di restauro è durata un anno ed è stata realizzata grazie ai fondi dell’8 per mille destinati alla chiesa (circa 400.000 euro) che hanno consentito l’inserimento, all’interno della struttura, di un ascensore riservato ai disabili per poter accedere ai piani alti della chiesa.
Sarà possibile ammirare due delle tre cantorie nella parte alta della Badia di Sant’Agata.
Le cantorie presenti all’interno della chiesa sono state realizzate intorno al 1782 da Niccolò Daniele e venivano usate dalle monache benedettine di clausura per assistere alle funzioni religiose senza essere viste e non interferire con il voto claustrale.
Si affacciano sull’impianto a croce greca della chiesa dove sono inserite le statue, in stucco marmorizzato, di Sant’Agata, San Benedetto, San Giuseppe, Sant’Euplio e l’Immacolata Concezione.
Nel piano adiacente gli spazi restaurati è possibile ammirare il terrazzo che si affaccia sull’ex Monastero Benedettino che, dal dopoguerra, viene ceduto dalla Curia al Comune etneo.
“La prima chiesa, a Catania, che ha un ascensore riservato ai disabili che possono arrivare e ammirare i corridoi e le cantorie dalle quali era possibile assistere alle funzioni attraverso le grate di legno”.
Sono le parole dell’architetto responsabile dei lavori di restauro della Badia di Sant’Agata Antonio Caruso.
“Oltre a questi spazi è stato aperto il terrazzo che si affaccia sull’ex convento benedettino e i suoi corridoi adiacenti e si potrà arrivare con l’ascensore al primo terrazzamento della Badia – prosegue Caruso – a gennaio saremo pronti a portare i visitatori con disabilità al secondo terrazzamento della cupola.”
La Badia di Sant’Agata è uno dei maggiori monumenti barocchi della città e sorge sulle rovine del convento di Sant’Agata del 1620, opera di Erasmo Cicala, crollato durante il terremo del 1693.
“Le monache Benedettine di Clausura usavano queste Cantorie per non violare il loro voto e seguire le funzioni liturgiche– spiega Eleonora Pennisi guida esperta della Badia – accedevano a questi spazi riservati direttamente dal Monastero.”
Gli interventi di restauro e l’inserimento dell’ascensore riservato ai disabili sono stati fortemente voluti dal rettore della chiesa di via Vittorio Emanuele Massimiliano Parisi.
Un esempio di fruizione completa e per tutti dei beni monumentali del capoluogo etneo.
Salvador Dalì torna
dopo 80 anni in Sicilia
In esposizione al Castello Ursino dal 17 novembre 2018 al 10 febbraio 2019. "Dalì non amava viaggiare, ma di una cosa siamo sicuri nel 1938 Salvador Dalì venne in Sicilia – queste le parole di Montse Aguer direttrice dei Musei Dalì – in alcune collezioni private esistono delle cartoline di Taormina”. Il titolo della mostra dedicata al genio catalano è “io Dalì” e nasce dalla collaborazione del Comune etneo con la Fundacio Gala-Salvador Dalì con la presenza della direttrice Montse Aguer, Laura Bortolomè e Lucia Moni coadiuvate nell’organizzazione e la realizzazione da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, il direttore scientifico Francesca Villanti e la consulenza di Rosa Maria Maureli e Aguer. Del viaggio in Sicilia di Dalì esiste anche un quadro dal titolo “Impressioni d’Africa” un viaggio attraverso tutte le sensazioni e le emozioni che hanno colpito l’artista durante la sua permanenza nell’isola. La mostra comprende 16 dipinti tra i quali spiccano Dalì di spalle che ritrae la sua musa Gala in un gioco di specchi che ne segna l’immortalità, l’orologio molle, l’autoritratto con collo di Raffaello di chiara ispirazione rinascimentale, la scuola di Atene e l’incendio del borgo, solo per citarne alcuni. Oltre ai quadri 21 opere su carta, 86 fotografie, circa 30 riviste e 24 video tra i quali lo screen test di Warhol del 1966. “Una mostra che va studiata, osservata e capita ogni piccolo frammento o elemento racconta Salvador Dalì – continua la direttrice Aguer – un racconto a 360° della figura del poliedrico artista spagnolo.” Un vero e proprio percorso attraverso il personaggio Dalì, pittore, scultore, fotografo e regista che ha trasformato ogni suo gesto in un’opera d’arte.
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