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clan Rapisarda di Paternò

Il boss e gli ordini dal carcere
En plein 2, le richieste di pena

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La pm Antonella Barrera non ha fatto sconti.

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CATANIA - Alessandro Farina, fratello del pentito Orazio, rischia la condanna più severa nel processo scaturito dal blitz En Plein 2 che la scorsa estate ha raso al suolo il clan Rapisarda di Paternò, storico alleato dei Laudani di Catania. La pena chiesta dalla pm Antonella Barrera al Gup è stata di 18 anni. Pesantissima, considerando che c’è già lo sconto del rito abbreviato. Sarebbe stato lui, attraverso il coinvolgimento della moglie, Vanessa Mazzaglia, del fratello Angioluccio e del nipote Emanuele Lucio, a garantire ‘la gestione’ della cosca al capomafia detenuto Salvatore Rapisarda. Avrebbero avuto i ruoli di ‘postini’ e non solo. Le microspie dei carabinieri piazzate nella sala colloqui del carcere hanno immortalato conversazioni inequivocabili. Con i familiari si discuteva di affari illeciti, di tensioni con i Morabito, ma anche di summit mafiosi che sarebbero avvenuti proprio tra le mure dell’istituto penitenziario. Nemmeno le sbarre sarebbero riuscite a fermare la leadership mafiosa di Turi Rapisarda. Le telecamere, addirittura, filmano quello che per il gip è un vero e proprio ‘battesimo di mafia’. Quello di Emiliano Lucio Farina. Come capo operativo sarebbe stato scelto un volto fino a giugno sconosciuto alle cronache giudiziarie: Vincenzo Marano, detto Enzo U squalu (per lui la richiesta di pena è di 13 anni e 8 mesi). È la droga il primo canale di introiti per la cassa del clan. I Rapisarda sarebbero riusciti anche ad espandersi oltre Paternò, con zone di spaccio anche a Belpasso e Santa Maria di Licodia. I carabinieri, inoltre, sono riusciti a ricostruire anche i canali di rifornimento della cocaina. Alla sbarra infatti sono finiti i narcos calabresi Salvatore e Domenico Morabito. La pm Barrera ha chiesto rispettivamente una condanna a 12 e 10 anni. A rimpolpare il quadro probatorio le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Orazio Farina e anche del santapaoliano, Carmelo Aldo Navarria, ex reggente di Cosa nostra a Belpasso.

LE RICHIESTE DI PENA. Giuseppe Arcidiacono, inteso Pippo tri ghita, 12 anni e 4 mesi; Antonino Barbagallo, inteso “Nino u muzzuni”, 16 anni; Samuele Cannavò, 15 anni; Giorgio Castorina, 10 anni; Alessandro Giuseppe Farina, 18 anni; Angioletto Farina, 12 anni e 4 mesi; Emanuele Lucio Farina, 15 anni e 4 mesi; Vincenzo Marano, Enzo u squalu, 13 anni e 8 mesi; Antonino Mazzaglia, inteso ‘u Rannisi’, 14 anni e 8 mesi; Vanessa Mazzaglia, 12 anni; Domenico Morabito, 10 anni;  Salvatore Morabito, 12 anni e 4 mesi; Francesco Giuseppe Pappalardo, inteso ‘pedichino’ o ‘Ciccio’, 12 anni e 4 mesi; Giuseppe Patanè, inteso Pippo Caliò, 12 anni e 4 mesi; Salvatore Rapisarda, 16 anni e 8 mesi; Salvatore Sambataro, 10 anni e 8 mesi; Biagio Sambataro, 12 anni e 4 mesi; Sebastiano Tocra, 12 anni e 4 mesi.

 


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