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Il ministro dell'interno

Salvini: "Promessa mantenuta
Chiusura Cara? Segno di legalità"

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Oggi il vicepremier ha inaugurato la nuova sede del Commissariato di Caltagirone.


CALTAGIRONE - "Ho visto i dati sui delitti e i reati in provincia di Catania. Sono dati positivi. A Caltagirone questo presidio di legalità non farà che bene", così il ministro degli interni Matteo Salvini, in visita oggi a Caltagirone, ha salutato le autorità presenti in occasione dell'inaugurazione ufficiale dei nuovi locali del Commissariato di Polizia. Il vicepremier ha portato buone notizie per gli uomini delle forze dell'ordine: "Ci sarà un incremento di personale sulla provincia: 111 uomini e donne in più, senza contare l'energia umana che verrà impiegata grazie alla chiusura del Cara di Mineo".

Salvini è stato accolto da alcuni manifestanti che hanno criticato la scelta di chiudere il centro d'accoglienza (LEGGI QUI). Ma il ministro ha detto che "la chiusura del Cara è un segnale importante per la legalità sul territorio. Questa struttura, sulla carta, sarebbe dovuto essere un centro per ospitare minorenni stranieri non accompagnati, ma, mettendoci in gioco, fortunatamente siamo riusciti a ridurne il numero di arrivi e di morti in mare. Adesso, invece qui ci saranno 61 uomini e donne delle forze dell'ordine grazie alla cocciutaggine e alla perseveranza delle istituzioni locali, regionali e nazionali".

"Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio. Adesso il Cara chiude ed è una bellissima mattinata..."

Taglio del nastro con il ministro Salvini



Ha parlato dunque anche di mafia e criminalità organizzata il ministro Salvini, che prima del taglio del nastro ha concluso il suo breve discorso ribadendo che la sua presenza vuole essere "un segnale forte di presenza dello Stato che stimoli la comunità calatina a continuare il suo percorso di legalità". Sono presenti il capo della polizia, Franco Gabrielli, il sottosegretario Stefano Candiani, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il prefetto Claudio Sammartino, il questore Mario Della Cioppa, il direttore centrale del servizio polizia stradale, Armando Forgione, e i sindaci di Catania, Salvo Pogliese, e di Caltagirone, Gino Ippolo e l'assessore leghista Fabio Cantarella. Assente, invece, il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, protagonista di un botta e risposta, sui social, con Matteo Salvini, proprio sul tema dei migranti. A conclusione dell'incontro Salvini si è recato al Cara di Mineo.

La manifestazione al Cara di Mineo



I 42 gradi non hanno fermato i contestatori che, numerosi, si sono assiepati all'ingresso del Cara di Mineo in attesa dell'arrivo del Ministro Salvini. Folta la rappresentanza degli ex lavoratori del Centro ai piedi di Mineo di Contrada Cucinella. Denunciano con forza il silenzio che ha accompagnato la fine della loro esperienza lavorativa. Sono quasi 500 le famiglie a cui non è stato comunicato nient'altro se non l'imminente chiusura.  "La chiusura del Cara di Mineo di fatto distrugge la già precaria condizione economica del territorio e lascia nel totale abbandono numerose famiglie", così Giuseppe, ex lavoratore del Centro di accoglienza più grande d'Europa. "Ho visto la gente festeggiare per la chiusura del Cara di Mineo mentre a casa nostra è scesa la paura, per il futuro, per i nostri figli e per tanti nostri amici che insieme a me lavoravano al Cara".

Nel corso della conferenza stampa che si è svolta all'interno dei locali che furono della scuola all'interno del centro, Matteo Salvini ha ribadito l'importanza della scelta di chiudere il Cara. "Questo è un impegno che avevo preso anni fa",  ha detto. "Questa è la mia quinta visita nel centro, nel 2017 ci ho anche dormito per capire le condizioni della struttura, un centro che rappresentava un business da centinaia di migliaia di euro al giorno. Tantissime sono le indagini e le inchieste che hanno interessato il cara - ricorda Salvini -  Siamo all'opera per vedere come trasformare questo centro: alcune proposte riguardano la sicurezza. Risparmieranno soldi e uomini e donne delle forze dell'ordine e stiamo lavorando per riconvertire e ricollocare i laboratori".

Il Ministro però avverte: "È evidente che il calatino, Mineo e l'Italia non possono sperare che l'economia si possa basare sull'immigrazione". E aggiunge: "Qui hanno denunciato furti nelle campagne e blocchi stradali, queste cose non ci saranno più.  Dalle parole siamo passati ai fatti".

Salvini rivolge un pensiero alla coppia uccisa a Palagonia: "Questa giornata la dedico ai coniugi di Palagonia trucidati da un ospite di questa struttura".

Il ministro parla di futuro. "Oggi festeggiamo dai 4000 a zero ospiti. Molti si domandano dove siano i migranti adesso: siamo seri, noi non spostiamo i migranti senza sapere dove vanno. Tutto è controllato. A spese dell'Italia oggi ci sono 70000 migranti in meno. E sono scese anche le richieste di asilo". E poi risponde sulla questione degli sbarchi non controllati, come emerso da alcuni articoli della stampa nazionale: "Non esistono sbarchi fantasma, tutti vengono registrati e abbiamo 3020 arrivi fino ad oggi. Sono 3020 di troppo, ma abbiamo tutto sotto controllo".

Sulle tensioni aperte tra Ong e governo, il vicepremier è chiaro: "Se qualcuno trasporta clandestini non fa un buon servizio. Sono tante le ONG che fanno un ottimo lavoro ma la battaglia è fermare la tratta di esseri umani. Chi trova un lavoro ha diritto di rimanere, i rifugiati hanno i diritti che gli spettano e quelli che non verranno riconosciuti rifugiati politici saranno allontanati. Siamo partiti dai grandi centri - spiega - perché era più facile l'infiltrazione della criminalità organizzata. Ci saranno nuovi centri più piccoli e controllabili. La nostra attenzione è alta sia via mare sia via terra, un quaranta percento di partenze provengono dalla Tunisia, dove c'è un governo e quindi lavoreremo - aggiunge Salvini - ancora di più per sistemare la vicenda".

Salvini dopo la conferenza al Cara



Dopo la conferenza stampa Salvini, come suo stile, ha registrato il suo messaggio dedicato ai suoi followers sui social. Ha rimarcato anche in questa situazione, l'obiettivo raggiunto della chiusura del Cara e durante la sua passeggiata nel centro ormai chiuso, nonostante un problema tecnico ad uno dei telefonini in dotazione al suo staff durante la registrazione del suo video messaggio, il ministro ha voluto recarsi nella stessa villa dove aveva dormito nella sua ultima visita al Cara.

- Video intervista presidente Anpi
- Video intervista attivista  


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