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verso l'udienza preliminare

La 'città blindata' dopo la faida
Cosa nostra, 24 imputati

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Alla sbarra gli esponenti di vertice del clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia di Biancavilla.

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CATANIA - C'è anche il trafficante di droga più noto tra i pusher di Catania, Marco Battaglia,  tra gli imputati del processo Città Blindata, nato dall'inchiesta di carabinieri e Squadra Mobile che lo scorso febbraio ha messo in ginocchio il clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia di Biancavilla. Nel 2015 ci sarebbe stato un preciso acquisto di droga a San Giovanni Galermo: un piccolo carico che serviva per le piazze di spaccio di Biancavilla. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 19 luglio all'aula bunker di Bicocca. I 23 imputati dovranno comparire davanti alla gip Simona Ragazzi. Alla sbarra Fabio Amoroso, Giuseppe Amoroso, Vito Amoroso, Antonino Aricò, Marco Battaglia, Giovanni Carciotto, Tino Caruso, Gregoro Gangi, Angelo GIrasole, Alberto Gravagna, Antonino Santo Grillo, Roberto Licari, Marcello Merlo, Massimo Merlo, Andrea Monforte, Alfio Ambrogio Monforte, Vincenzo Monforte, Alfio Muscia, Vincenzo Panebianco, Vincenzo Pellegriti, Riccardo Pelleriti, Placido Ricceri, Mario Venia e Carmelo Vercoco.

Le indagini hanno fotografato i momenti di forte tensione nati all'interno degli alleati dei Santapaola. Fratture intestine che hanno provocato una lunga scia di morte, cessata fortunatamente nel 2014. Ed era così grande la paura di nuovi omicidi, che Pippo Amoroso (detto l'avvocato) ha deciso di viaggiare in una macchina blindata. Polizia e carabinieri hanno documentato anche i vari passaggi al vertice, dal 2014 al 2017. L'organizzazione sarebbe stata "diretta e organizzata da Pippo Amoroso da aprile 2014 a settembre 2016, da Vito Amoroso, da luglio 2014 a dicembre 2016 e da Alfio Ambrgio Monforte da ottobre 2016 a maggio 2017", si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pm Andrea Bonomo e Valentina Sincero. Inoltre le intercettazioni della polizia hanno permesso di cristallizzare anche un cambiamento negli assetti organizzativi del clan del Triangolo della Morte. Il clan Scalisi di Adrano, referente dei Laudani di Catania, ha perso due pezzi. I fratelli Massimo e Marcello Merlo sarebbero transitati nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia. Marcello Merlo, per la cronaca, è stato sindaco della città di Biancavilla. Per gli inquirenti è un appartenente al clan.

 


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