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Ture Most, l'indie rap in dialetto
E quel duetto 'eterno' con il padre

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Ture Most, credits foto Luigi Cucuzza

Mostalgia è il suo disco d'esordio.

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RIPOSTO - Ha racchiuso ricordi e anche sogni in un album. Una scatola di emozioni. “Perché l’emozione è il ritmo che dà respiro ad ogni parola e nota”. Salvatore Mostaccio, il cantante Ture Most, sceglie di entrare nel difficile mondo della discografia con Mostalgia. Il titolo del suo disco d'esordio è la somma di due parole: Most, il suo nome d’arte e algia, dolore. “Anche se ho pensato di più alla malinconia quando l'ho scelto”, spiega a Livesicilia il cantautore ripostese.

Ogni brano è una storia, una leggenda, un pezzo di cuore e una parte di vita vissuta. O sognata. “In questo disco c’è tanto di mio padre”, dice il 28enne (“29 anni il prossimo 27 settembre”, precisa). Papà Francesco, scomparso in modo prematuro, ha lasciato una grande eredità musicale ai due figli, Ture e Roberto (che compone le melodie del progetto Mostalgia, ndr). E per rendere immortale la voce di Frank tra le tracce troviamo Per sempre Icaro. Ture Most, grazie alla tecnologia musicale, è riuscito a duettare con il padre, come in un volo parallelo tra terra e cielo. E in questa scia di nostalgici ricordi c’è Renault 5, l’auto guidata da tre generazioni Mostaccio. Un disco che ha Riposto nel dna, c’è tanto della cittadina che contempla assorta il mare. Riposto: tempio di leggende e  di storia (anche di guerra). Tobruk guarda alla torretta costruita dai tedeschi sul lungomare: forse pochi sanno cosa è quella cupola rossa che scorgono passeggiando. Il brano è il racconto di un aereo abbattuto nel 1943. “Nella mia canzone c’è la voce di un paesano che vede questo aereo precipitare, ma c’è anche la voce dl pilota consapevole di quanto sta accadendo”, spiega. Un vero manifesto contro la guerra e il terrorismo.

Tutto in dialetto siciliano. “Non saprei cantare in una lingua diversa dal siciliano”, dice. Una risposta precisa quando gli si chiede un commento sul fenomeno del neomelodico. Ture Most ha scelto l’Indie Rap. La sua musica è una contaminazione unica, che proviene dalla pancia della sua terra natia. In alcuni brani si sentono le vibrazioni di Bob Dylan e Francesco De Gregori. Mostalgia è un viaggio ritmato da rap e leggende. Un consiglio? Una sera d’estate, mettetevi le cuffie alle orecchie e immergetevi nella musica di Ture. Magari contemplando “la luna sul canneto”. Buon sound!


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