Live Sicilia

LA DECISIONE

Il Sacerdote e il "ricatto hot"
Scarcerato il pianista Fiumara

fiumara, decisione, riesame

La decisione del Tribunale del Riesame.

 

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - È stato scarcerato il pianista Gianfranco Fiumara Pappalardo, arrestato con l'accusa di estorsione alcune settimane fa. A renderlo noto è il suo legale, Guarnera, che ha comunicato la decisione del Riesame.

Il Tribunale del riesame di Catania ha annullato, perché priva di precisi riferimenti circa l'esigenza della custodia cautelare, l'ordinanza emessa dal Gip Carlo Cannella nei confronti del pianista di fama internazionale Gianfranco Pappalardo Fiumara, che è tornato in libertà dopo l'arresto il 6 giugno scorso per estorsione ai danni del parroco della chiesa di San Matteo di Trepunti di Giarre.

Secondo la difesa, "non solo non c'erano le esigenze cautelari per il proprio assistito, ma non sussistevano pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio". "Appare evidente che il provvedimento impugnato - scrive il Riesame - pur essendo ampiamente motivato con riguardo alla gravità indiziaria, è privo di motivazione in ordine al profilo cautelare, essendosi limitato il Gip a individuare la misura cautelare da applicare al ricorrente senza fornire alcuna indicazione in ordine alla tipologia delle esigenze cautelari sottese alla misura scelta e alle ragioni per le quali abbia ritenuto sussistenti le stesse".

L'INDAGINE - Le manette ai polsi di Pappalardo Fiumara erano scattate al termine di un incontro nella chiesa di Trepunti a Giarre quando i militari, nascosti in alcune stanze della parrocchia, avevano ascoltato “qualche passaggio del dialogo” tra il pianista e il prete. Pappalardo avrebbe chiesto "la somma di 5 mila euro” per cancellare foto e video compromettenti sulla loro relazione sessuale". Il prete avrebbe proposto 300 euro ma Pappalardo, avrebbe rifiutato, chiedendo "5mila euro per chiudere la faccenda".

LE CONFERME - Il prete di Trepunti ha raccontato tutti i dettagli della storia, che ha tutti gli ingredienti per diventare la trama di un film. I due si conoscono in una chat social. “Due mesi addietro” secondo il prete. “Da gennaio” invece è la versione del musicista ai domiciliari. Ma poco importa. Il sacerdote non fornisce la sua reale identità, dice “a Pappalardo di essere un insegnante, di essere coniugato, ma che al momento la moglie si trovava al nord e che lui viveva da solo”. Un breve scambio di messaggi e poi il rendez-vous amoroso a casa del pianista a fine marzo. Nessun convenevole, Pappardo è subito chiaro sulla natura della 'visita': “un incontro a carattere sessuale”. Ed è durante l’appuntamento che l’indagato scatta foto e registra video che poi avrebbe utilizzato “per ricattarlo”.

Tralasciando i dettagli intimi, i due uomini si incontrano - secondo la denuncia del prete - in altre due occasioni. Il prete “per timore di gravi ritorsioni ossia la minacciata pubblicazione delle foto a sua insaputa” si sarebbe procurato la somma di 2000 euro. Poi nel secondo incontro, anticipato dalla minaccia “se non vieni ci saranno gravi conseguenze”, Pappalardo avrebbe aumentato la richiesta estorsiva fino a 7000 euro. Il sacerdote preleva la somma di 500 euro (di cui ha fornito la ricevuta bancomat finita nell’informativa) che consegna “come parziale acconto”. A fine maggio il musicista scopre la vera identità del parroco. Allora la minaccia si fa più aggressiva: “Se non vieni all’appuntamento io scrivo al vescovo allegando le foto”. E su whattsapp il pianista invia al prete “la foto ritraente l’ingresso della canonica”. Ed è a quel punto che il parroco “spaventato di quanto stesse accadendo e intimorito dalla minaccia che l’altro prelato possa venire a conoscenza dei fatti” si confida con un confratello che lo convince a denunciare.

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento