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Il caso

"Via quel dehors da piazza Duomo"
Interviene la Sovrintendenza

Catania, depor, sovrintendenza, Cronaca

Si susseguono, intanto, le voci su un'imminente apertura di un colosso del fast food.

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CATANIA. Quel dehors non s’ha da fare. Meglio: dopo essere stato piazzato in bella vista a piazza Duomo, dev’essere categoricamente rimosso. Le polemiche sull’installazione piazzata davanti a Palazzo dei Chierici, è ormai al suo epilogo finale. E’, infatti, intervenuta personalmente la Sovrintendente ai beni culturali, Rosalba Panvini, a dirimere senza mezzi termini la questione.
“Abbiamo inviato, già nella giornata di giovedì, un avviso di sgombero immediato dei dehors prospicienti a Palazzo dei Chierici dal lato Cattedrale in piazza Duomo. E’ una richiesta ufficiale avanzata al Municipio di Catania per il controllo della documentazione e dei permessi rilasciate dal Comune che hanno autorizzato la messa in opera della struttura”.

Ribadisce Rosalba Panvini: “Un bene vincolato da tutele storico-culturale ha bisogno, prima di ogni intervento del parere della Sovrintendenza che ha la supervisione di edifici e monumenti di rilevanza storico-culturale. Tutti i permessi, anche quello dei dehors, quando ricadono in zone o edifici vincolati devono ricevere un parere della Sovrintendenza”.
E, in effetti, la legge Tusa in materia di semplificazioni, è molto chiara sui vincoli delle strutture di interesse storico e culturale. Riportiamo integralmente il DPR n. 31/2017 per dire che la sovrintendenza ha e avrà sempre l’ultima parola in questi giorni di estrema confusione e dove le ultime due righe diventano importantissime;

1. Opere interne che non alterano l’aspetto esteriore degli edifici, comunque denominate ai fini urbanistico-edilizi, anche ove comportanti mutamento della destinazione d’uso;

2. Interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti, quali: rifacimento di intonaci, tinteggiature, rivestimenti esterni o manti di copertura; opere di manutenzione di balconi, terrazze o scale esterne; integrazione o sostituzione di vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, di finiture esterne o manufatti quali infissi, cornici, parapetti, lattonerie, lucernari, comignoli e simili; interventi di coibentazione volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici che non comportino la realizzazione di elementi o manufatti emergenti dalla sagoma, ivi compresi quelli eseguiti sulle falde di copertura. Alle medesime condizioni non è altresì soggetta ad autorizzazione la realizzazione o la modifica di aperture esterne o di finestre a tetto, purché tali interventi non interessino i beni vincolati.

Ma, in piazza Duomo, le voci e i commenti si susseguono e l'apertura di un colosso del fast food sembrerebbe addirittura ormai dietro l’angolo. “Giunge voce che due grandi marchi del Fast Food a livello internazionale vogliano aprire delle nuove attività in piazza Duomo – raccontano alcuni commercianti di via Garibaldi e via Vittorio Emanuele – e dopo quello al quale abbiamo assistito in questi ultimi giorni in città, con un'invasione quasi silenziosa, potrebbe avverarsi anche questa ipotesi”.


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