Live Sicilia

Inchiesta Viceré

Clan Laudani, le richieste di pena
Chiesti 15 anni per la donna boss

catania, catania processo viceré, catania processo clan laudani, catania clan laudani

Il processo ordinario.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Battute finali del processo Vicerè. Il prossimo luglio arriverà la sentenza che chiuderà il primo capitolo giudiziario del troncone ordinario che vede alla sbarra alcuni personaggi criminali che hanno occupato negli ultimi anni i posti di vertice nello scacchiere della famiglia Laudani. E tra questi anche Concetta Scalisi, madrina di Adrano. L’inchiesta da cui ha preso il via il procedimento penale è quella che nel febbraio 2016 portò in carcere 109 persone. Un maxi blitz che ha polverizzato interamente la cosca dei Mussi i ficurinia. Da Canalicchio, alla costa jonica alla zona etnea. Tabula rasa.

La requisitoria dei pm Antonella Barrera, Lina Trovato e Santo Di Stefano ha tratteggiato in maniera dettagliata il profilo criminale di ogni imputato che emerge dagli atti processuali. E sono state anche ricostruite una serie di estorsioni: che servivano a fare cassa e tenere saldo il controllo militare sul territorio. La pena più dura, 19 anni, è chiesta per Giovanni Alfino, detto “accaiu’” l’uomo che Pippo Laudani (collaboratore di giustizia, ndr) dopo la sua scarcerazione nel 2004 sceglie come ‘capo’ di Canalicchio. Lo scettro del comando in verità resterà nelle sue mani poco tempo, nel 2005 infatti è stato arrestato. Avrebbe fatto da ponte durante la reggenza di Franco Pistone prima, e Andrea Catti dopo. Per Saverio Francesco Cristaldi, anche lui storico affiliato dei mussi, e Giovanni Parisi, invece i magistrati hanno chiesto al Tribunale la condanna a 18 anni. Orazio Di Grazia, ‘scarpe pulite, e ritenuto nella mappa dei Laudani il referente per Picanello, rischia 15 anni. Stessa pena chiesta per Orazio Salvatore Di Mauro (Turi u biondo, che ritroviamo nell’inchiesta di Milano sugli affari della vigilanza) e Gianluca Pertini. La condanna di 13 anni è stata chiesta per Carmelo Meluccio Orazio Isaia e Rosario Campolo. Un discorso a parte merita Concetta Scalisi, la donna boss degli alleati storici dei Laudani di Adrano. Donna Concettina, per carisma criminale, non ha nulla da invidiare agli affiliati uomini. È un nome che riporta agli anni 90: dovrà prendere il posto del padre e del fratello morto. Il pentito Pippo Laudani ha raccontato di un legame molto forte con la ‘sua famiglia’. Il collaboratore Carmelo Riso ha rivelato che a casa della donna d’onore si sarebbe svolta una riunione. La richiesta di pena avanzata dai tre pm della Dda etnea è stata 15 anni. Si sono chiuse ieri nell’aula Serafino Famà le arringhe degli avvocati del collegio difensivo, composto dai penalisti Maria Caltabiano, Lucia D'Anna, Donatella Singarella, Giorgio Terranova, Giorgio Antoci, Tommaso Manduca, Carmelo Peluso ed Eloisa Tringali. Tutti hanno chiesto al Tribunale l’assoluzione per i propri assistiti. L’udienza è stata rinviata per le repliche, poi il Tribunale si ritirerà in camera di consiglio per il verdetto. Parallelamente in Corte D'Appello si sta celebrando il troncone abbreviato del processo, che in primo grado si concluse con una raffica di condanne ma anche alcune assoluzioni. Che sono state impugnate dalla Procura.

LE RICHIESTE DI PENA. Giovanni Alfino, 19 anni, Saverio Francesco Cristaldi 18 anni, Orazio Di Grazia, 15 anni, Orazio Salvatore Di Mauro, 15 anni, Carmelo Orazio Isaia, 13 anni, Giovanni Parisi, 18 anni, Gianluca Partini, 15 anni, Concetta Scalisi, 15 anni; Rosario Campolo, 13 anni.

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento