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Dacca, cassa integrazione straordinaria per 100 lavoratori

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I sindacati pungolano Musumeci.

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CATANIA - Vertenza Dacca: è stata accolta dal ministero del Lavoro la richiesta di cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per fine attività per 100 lavoratori. Ciò permette di rinviare la procedura di licenziamento collettivo prevista per il 26 giugno all'Ufficio provinciale del lavoro. Ma la Regione Siciliana intervenga per sostenere direttamente le politiche attive del lavoro che l’azienda non può anticipare e che sono propedeutiche per l’erogazione della misura di sostegno al reddito. Stato e Regione aiutino le aziende siciliane del settore a riconvertirsi in vista delle misure "plastic free". È quanto è emerso oggi dall'incontro in Prefettura sulla vertenza dell’azienda di Aci Catena che produce stoviglie di plastica. Erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Giovanni Romeo e Angelo Lopes per Filctem Cgil; per la Cisl, il segretario generale provinciale Maurizio Attanasio e Giuseppe Coco della Femca Cisl; Mimmo D'Antone per Uiltec Uil di Catania; Antonio Santonocito per la Snalv Confsal; i sindaci di Acireale, Stefano Alì, e Aci Catena, Nello Oliveri; per l’azienda, l’avvocato Andronico; per l’ufficio provinciale del lavoro, la dottoressa Capizzi.
Dall’azienda è arrivata la conferma che il ministero ha accolto l’istanza per la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per i 100 lavoratori, ma solo per fine attività. L’azienda, infatti, a seguito delle ingenti perdite economiche dettate dal fallimento, dalla difficoltà della GDO e dai danni subiti dal terremoto di dicembre 2018 non può più risollevarsi o riconvertirsi, per cui sta valutando anche la vendita del marchio e dello stabilimento. L’Azienda inoltre ha dichiarato l’impossibilità di anticipare e sostenere con proprie risorse le politiche attive di lavoro, elemento indispensabile per attivare la misura di sostegno al reddito. «Rivolgiamo un appello alla Regione – afferma Attanasio – affinché si faccia carico direttamente dell’anticipazione delle risorse e permetta la possibile ricollocazione dei lavoratori. Di pari passo, è necessario che Stato e Regione prevedano aiuti per le altre aziende siciliane del settore che tra breve potrebbero essere coinvolte nelle misure di “plastic free”. Aiuti che ne sostengano la riconversione industriale e permettano così, da un lato la sopravvivenza, dall'altro la riqualificazione e l’eventuale riassorbimento del personale specializzato coinvolto nelle altre vertenze».

Da parte sua, il Prefetto Sammartino si è impegnato a farsi parte attiva presso i ministeri del Lavoro e dell’Economia e alla Regione Siciliana per sollecitare il buon esito di tali progetti. «Ringraziamo il Prefetto – aggiunge Attanasio – perché ancora una volta ha confermato grande sensibilità nei confronti dei temi del lavoro, dello sviluppo e della coesione sociale del territorio». Il 25 giugno, infine, si terrà un incontro al comune di Aci Catena per un confronto con la deputazione regionale, la Regione Siciliana perché si arrivi a sbloccare tutta la questione legata alla CIGS

 


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