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blitz Isola Bella

Clan Cintorino, il ritorno del boss
Il profilo di Sebastiano Trovato

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Dopo trent’anni di carcere di nuovo ai vertici del clan.

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CATANIA. Nessuna fibrillazione, contesa o discussione segna il ritorno a Calatabiano di Sebastiano Trovato, storico luogotenente del boss Nino Cintorino, detenuto in regime di carcere duro. Nonostante i 30 anni trascorsi dietro le sbarre, il passaggio di consegne tra Carmelo Porto, a lungo reggente del clan Cintorino, articolazione locale del clan Cappello, e Sebastiano Trovato avviene in modo del tutto naturale. E’ segno che la sua caratura è riconosciuta da tutti. E’ questo uno degli aspetti svelati dalle carte dell’inchiesta “Isola Bella”, che ha acceso i riflettori sulle attività del clan Cintorino, operante principalmente con estorsioni e traffico di droga tra Calatabiano, Giardini Naxos e Taormina, ed ha segnato il ritorno in carcere del boss. Ampio e trasversale il curriculum criminale di Sebastiano Trovato, condannato per associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsioni, traffico di armi e rapina. E’ il marzo del 2016 quando, a 63 anni, lascia il carcere, ma già mesi prima, a partire dall’ottobre del 2015, ottiene permessi premio e la detenzione domiciliare, riprendendo sin da subito i contatti con Porto e gli altri affiliati. Sintomatico del rispetto goduto, il dialogo captato dalle cimici delle Fiamme Gialle, tra Mario Pace e Carmelo Porto.

Pace: “Ma senti una cosa, lo zio…lo zio è lì?”

Porto: “Sì! E’ a casa”

Pace: “Ma ce ne devi dare mille baci per me, va bene?”

Porto: “Sì! Già glielo avevo detto la volta scorsa”

Pace: “eh…”

Porto: “Ormai un altro paio di mesi, altri due mesi…tre mesi già è fuori”

Pace: “Oh! A poi vediamo come facciamo per dargli un abbraccio”

Porto: “E questo poi lo facciamo, non ti preoccupare…Omissis”

Lo “zio Bastiano”, quindi, torna ad occupare il ruolo di reggente in modo naturale, senza scossoni interni al clan. Anzi, viene accolto con un “abbraccio”, in gergo una somma di denaro disposta da Mario Pace, al vertice del clan Cappello, per dargli il benvenuto. L’unico disappunto che emerge, più per l’amarezza dovuta al conseguente ridimensionamento del proprio ruolo in seno al clan, è quello di Carmelo Porto. In una conversazione con la compagna Francesca Colosi, anche lei finita agli arresti per traffico di droga con l’aggravante di aver agevolato il clan mafioso, Porto si lascia andare ad un momento di sconforto.

Porto: “…No non mi interesso più; né delle persone, di cercarle, io mi faccio le mie cose. In tal caso, qualcosina, noi dobbiamo mangiare?! …quello che faccio…inc…io basta che non mi interesso di estorsioni…comanda lui! Si vede tutte cose lui, visto che comanda. Prima o poi si sparge la voce che io ho finito e tutte cose Sebastiano, Sebastiano. Parlate con Sebastiano, parlate con Sebastiano”.

In realtà, nonostante l’annunciato proposito di defilarsi, Porto resterà sempre operativo nelle attività dell’organizzazione criminale. Al di là dei ripetuti incontri con gli affiliati, documentati dai finanzieri nel corso delle indagini, Trovato si mostra sin da subito molto cauto. Evita le conversazioni telefoniche e gli spostamenti fuori dal comune di Calatabiano, questi ultimi vietati per due anni dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale a cui era sottoposto. Una condizione vissuta con una certa sofferenza.

Trovato: “speriamo che passino presto questi due anni qua”

Di Bella: “ma tu non puoi scendere neanche a Taormina puoi venire vero…?”

Trovato: “no solo nel territorio qua…!”

Di Bella: “minchia se potevi venire a Taormina ti facevo lavorare con noi altri là sotto…ti arricreavi!!!”

Lo spessore del boss ed i suoi metodi violenti trovano conferma in un’intercettazione tra Carmelo Porto ed un giovane, incaricato per conto di Sebastiano Trovato, di rintracciare un pluripregiudicato di Gaggi e di portarlo al suo cospetto.

Porto: “C’è Bastiano (Trovato Sebastiano) che ti sta cercando per mare e per terra…incomp…C’è Bastiano che ti sta cercando per mare e per terra, per favore, cercalo, vedi dov’è, che gli devi fare un favore a Gaggi, devi chiamare a T…, ce lo devi portare qua. Ci dici, ci chiami…incomp…devi farci questo favore, e devi andarci da lui, lo prendi e lo porti qua, me lo devi portare qua”

M: “ma lo deve picchiare?”

Porto: “Boh, che ti interessa? Tu lo prendi e glielo giri”

M: “incomp…”

Porto: “Tu non ti devi preoccupare, tu non ti devi spaventare, gli devi dire di Bastiano, vai che lui lo sa. Scendici, ti vuole Bastiano che deve parlare con te. Non riesco a capire di cosa ti preoccupi? Di cosa ti fai?”

M: “incomp…”

Porto: “Gli dici di scendere…incomp…Bastiano deve parlare con te punto”

M: “Se lo picchia, patrozzo?”

Porto: “Nooo”

M: “incomp…”Porto: “Se lo deve picchiare, ci sarebbe salito lui, ci spuntava a casa e lo scassava di botte”


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