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Blitz dopo la sparatoria, tre arresti
Scovati un arsenale e soldi falsi

, Cronaca

In manette un uomo, la moglie e la nuora. Rinvenuti 8 mila in banconote contraffatte.

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CATANIA - Un vero e proprio arsenale, oltre a munizioni e banconote contraffatte. Sono tre gli arresti della squadra mobile di Catania, scattati in seguito alle indagini sulla sparatoria dello scorso 11 maggio al viale Moncada. Su delega della locale Procura Distrettuale, la Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso in data 10.6.2019 a carico di: Scordino Antonino (cl.1965), pregiudicato, poiché gravemente indiziato di detenzione illegale di armi da guerra, parti di armi da guerra e munizioni da guerra con l’aggravante di avere commesso il reato avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un’associazione mafiosa e con la finalità di agevolare l’affermazione sul territorio dell’associazione di stampo mafioso denominata Cosa Nostra clan “Santapaola-Ercolano”.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ed eseguite dalla Squadra Mobile - Sezione Reati contro la Persona, avviate la sera del decorso 11 maggio a seguito del duplice ferimento, avvenuto in viale Moncada nel rione Librino, di due soggetti attinti da tergo con colpi d’arma da fuoco mentre transitavano nella suddetta via a bordo di due scooter.

Nell’occorso, il personale della Squadra Mobile eseguiva, unitamente a personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, un accurato sopralluogo rinvenendo e sequestrando, oltre ai numerosi bossoli esplosi sul piazzale del sito in cui si era verificato l’evento criminoso, nel retro dell’edificio prospicente il luogo dell’agguato, il seguente armamento e munizionamento: - una pistola mitragliatrice PPS-43 cal. 7,62x25; - un caricatore curvo per fucile d’assalto Vz 58; - una molla per tale caricatore e complessive n. 5 cartucce; - una pistola mitragliatrice tipo “Micro Uzi” cal. 9 parabellum; - una cartuccia GFL cal. 9 mm. Luger; - un caricatore retto avente capacità 32 colpi, contenente n. 6 cartucce GFL cal. 9 mm. Luger; - un fucile d’assalto Vz 58 cal. 7,62x39; - un caricatore curvo contenente n. 12 cartucce cal. 7,62x39; - n. 24 cartucce cal. 7,62x39.

Le indagini hanno consentito di acclarare che il suddetto armamento era stato detenuto da Antonino Scordino e che era stato abbandonato nei pressi dell’abitazione del medesimo nel timore di subire un controllo da parte delle Forze di Polizia, giunte rapidamente sul posto a seguito del citato ferimento. La riconducibilità di quanto sequestrato al fermato è stata possibile anche grazie alla presenza all’interno di una busta che conteneva parte delle armi, documentazione intestata all’indagato ed emessa poche ore prima del rinvenimento.

Le modalità e le circostanze del rinvenimento dell’ingente quantitativo di armi e delle munizioni da guerra, nonché la storica vicinanza di Scordino al gruppo mafioso dei Nizza di Librino, hanno indotto l’Autorità giudiziaria a contestare all’indagato anche l’aggravante mafiosa.

Inoltre, nel corso della perquisizione domiciliare eseguita a carico del fermato subito dopo la cattura, il medesimo personale della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile in data 11 giugno 20119 traeva in arresto in flagranza di reato: Scordino Antonino (cl.1965), pregiudicato; Aleo Giuseppina Patrizia (cl.1969), pregiudicata, coniuge di Scordino; Rungo Maria Giorgia (cl. 1997), nuora di Scordino, poiché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di detenzione illegale di armi e munizioni da guerra o tipo guerra, di ricettazione e detenzione illegale di arma clandestina nonché di detenzione di banconote falsificate, con l’aggravante di avere commesso il reato avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un’associazione mafiosa e con la finalità di agevolare l’affermazione sul territorio dell’associazione di stampo mafioso denominata Cosa Nostra clan “Santapaola-Ercolano”.

Infatti, durante la fase ispettiva, dentro la borsa in possesso della Rungo e all’interno dell’abitazione dei coniugi Scordino/Aleo, oltre ad un paio di manette di sicurezza e ad una carabina ad aria compressa, sono stati rinvenuti e sequestrati: - una pistola mitragliatore completa di caricatore; - una pistola semiautomatica Beretta modello 92 SB completa di caricatore con matricola abrasa; - n. 14 cartucce cal. 9 mm. Luger; - n. 14 cartucce cal. 9x21 mm; - n. 32 cartucce cal. 9x21 mm; - la somma di € 8.460,00, suddivisa in banconote da € 20,00 falsificate.

Espletate le formalità di rito, Scordino Antonino è stato associato presso la casa circondariale di Catania – Bicocca, mentre Rungo Maria Giorgia e Alea Giuseppina Patrizia sono state associate presso il carcere di Catania – piazza Lanza. Su richiesta di quest’Ufficio il G.I.P. presso il Tribunale di Catania ha convalidato i tre arresti in flagranza ed ha applicato allo Scordino ed alla Aleo la misura cautelare della custodia in carcere, disponendo la scarcerazione della Rungo per assenza di esigenze cautelari.

 


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