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Le mani dei clan sull’isola Bella
“Ci facciamo 65mila euro al mese”

, Cronaca

Le infiltrazioni dei clan Cappello e Santapaola-Ercolano.

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CATANIA. Le fiorenti attività turistiche del litorale ionico tra Taormina e Giardini Naxos avevano da tempo attirato le mire dei clan operanti nella zona. L’inchiesta denominata “Isola Bella”, condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Catania e coordinata dai sostituti procuratori Assunta Musella e Giuseppe Sturiale, mostra uno spaccato inquietante delle infiltrazioni mafiose in quel tratto di costa. L’intera area, d’altronde, brulicante di strutture ricettive e turisti, si presta a molteplici attività illecite, dal riciclo di denaro proveniente dalle attività sporche al traffico di sostanze stupefacenti, ma anche alle tradizionali attività estorsive.

Per questo da Catania il clan Cappello si era già mosso per inviare sul posto uomini di fiducia per controllare al meglio il territorio. E’ Gaetano Di Bella, braccio destro del boss Mario Pace, a quell’epoca detenuto, ad indicare la strada.

Di Bella: “devi stare là di casa altrimenti non farai mai niente hai capito?...perché se tu non stai là di casa non puoi fare mai niente…tu lo sai che giro c’è là?...là sotto proprio là sotto…?...è assurdo…però giustamente ti devi saper muovere ci vuole che…!”

Rocco: “Un paio di carusi”

Di Bella: “ti metti…e bravo e questo qua ci vuole…ma è…”

Rocco: “ma là è piccolo per cui eeeh…!”

Di Bella: “ma cos’è piccolo là sotto…?”

Rocco: “no ma c’è il fatto che è un paesello…!”

Di Bella: “ma tu devi stare a Taormina”

Rocco: “Quanto ci stanno i carabinieri a sapere le cose?”

Di Bella: “eee lo so, però c’è Taormina, c’è…”

Rocco: “Naxos…”

Di Bella: “c’è tutto un giro va”

Rocco: “Taormina, Giardini, certo Letojanni…!”

Di Bella: “eeeh il giro c’è ed è grande”

Rocco: “incomprensibile”

Di Bella: “è grande, è grande…tutto sta a non fare bordello hai capito…?...se tu non fai bordello le guardie non te ne fanno fare…non ti insultano, se tu combini bordello allora ti…incomprensibile”.

A garantire introiti interessanti c’è il servizio di noleggio di imbarcazioni nello specchio di acqua antistante l’isola Bella, tra le attrazioni naturalistiche più visitate dai turisti. Salita alla ribalta mondiale, dopo le immagini diffuse durante il G7 del 2017, quel piccolo lembo di terra garantisce un flusso continuo di turisti. E a pagarne le spese sono i piccoli imprenditori che operano proprio in quel tratto di mare, costretti a versare nelle casse dei clan catanesi e delle loro articolazioni territoriali, Cappello/Cintorino e Santapaola-Ercolano/Brunetto, ben due terzi dei proventi. Le cimici della Finanza intercettano gli affiliati mentre calcolano i possibili guadagni.

Di Bella: “…Che…nell’imbarcazioni, perché nell’imbarcazioni ci sono i soldi…nel posteggio…paghi due euro...si! Però…nell’imbarcazioni non è due euro, dieci euro a persona, ogni imbarcazione…si porta venti, venticinque persone…alla volta, rimane un’ora e poi tornano e aspettano altre venticinque persone, ci sta un’ora, torna, e si porta altre venticinque persone”

Bonaccorsi: “A dieci euro?”

Di Bella: “A dieci euro…loro calcola che escono dieci volte al giorno…a venticinque persone alla volta”

Bonaccorsi: “Sono duecentocinquanta euro alla volta?”

Di Bella: “Sono duecentocinquanta euro alla volta…sono duemila e cinquecento euro…”

Bonaccorsi: “Al giorno”

Di Bella: “…al giorno…sono sessantamila euro, settantamila…fa sessantacinquemila euro…al mese ci facciamo, hai capito?... E questi se li sono presi tutti quanti loro…eh!”

Il business delle imbarcazioni, come detto, viene equamente suddiviso tra i clan operanti nel territorio. Il lato destro dell’isola Bella viene assegnato al clan Cappello/Cintorino, rappresentato da Gaetano Di Bella, quello sinistro ai Santapaola-Ercolano/Brunetto, il cui referente è Salvatore Leonardi. Ad inizio stagione i due clan prendono accordi. Ogni imprenditore viene autorizzato ad utilizzare un'unica imbarcazione. Si stabiliscono, inoltre, tariffe univoche e la suddivisione degli incassi in tre: una quota ai Cappello/Cintorino, una ai Santapaola/Ercolano e l’ultima agli stessi imprenditori. Ma uno di questi ultimi, nel corso della stagione, chiede di poter mettere in acqua un’altra barca. Il lavoro è poco e non basta a garantirgli la sopravvivenza. Niente da fare. L’accordo tra clan resta quello iniziale, nonostante le richieste.

R: “ti ricordi quella sera che siamo andati da Sebastiano (Sebastiano Trovato) per il fatto delle barche…io ne avevo tre qua…le ho tolte le barche? Ti ricordi ne avevo tre? Ne ho lasciata una! (incomprensibile) sto morendo dalla fame…come devo fare? Gaetano! Da quella parte non sto lavorando!

Di Bella: “io anche qua non hai visto che abbiamo fatto?! Non abbiamo fatto un cazzo!”

R: “ho tre barche da quella parte…le ho dovute togliere da qua…sto morendo dalla fame!

Di Bella: “anche io…da quella parte (Giardini Naxos) quella di M… ce l’ho ferma! Se non c’è niente non c’è niente! Non stiamo facendo niente!”

R: “ho tre barche ferme! Una barca…te ne accorgi che non sto lavorando? Come cazzo devo fare?!”

E ancora.

R: “se me la vuoi fare mettere una barca me la fai mettere!”

Di Bella: “ora…come to la faccio mettere…io ti ho detto a te…”

R: “da quella parte non sto lavorando…tu non lo vedi…ho le barche ferme nella strada…una spaccata che la posso bruciare”

Di Bella: “tu stesso hai detto di mettere una barca ciascuno, quando è stato allora…giusto? E stiamo mettendo una barca ciascuno”

R: “aspetta! Io una barca…Gaetano io ho tre barche…io non mi sono portato tre barche!”

Di Bella: “no!”

R: “…perché dici una ciascuno…”

Di Bella: “una ciascuno”

R: “io non ti ho detto…prima io lavoravo per i fatti nostri! Ognuno lavora per i fatti nostri! Io ho detto questo? No! Però ora che non sto lavorando giustamente ho dovuto levare le barche come faccio a campare?”

Come gli incassi anche le spese sono suddivise in parti eque, verbali compresi. Quando la Finanza infligge una sanzione ad una delle imbarcazioni viene conservata copia del verbale per giustificare la riduzione degli incassi. Tutto deve essere trasparente per non creare equivoci.

Di Bella: “ti pare a me quello là…gli hanno fatto il verbale…il verbale cortesemente poi mi fai una fotocopia perché poi devo dirgli che c’è stato un verbale di 3000 euro che devo dirgli, perché poi mi dice a minchia! Dove sono i soldi, perché poi devo pensare anche a loro, dove sono i soldi, hai capito! Non solo uno si…incomprensibile…dove sono i soldi” (…) anche che non è pagato io gli faccio vedere, qua hanno fatto un verbale…incomprensibile…in modo che noi siamo in regola, di tutto, non per noi perché poi dice così poco guadagnate?”.

 


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