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GUARDIA DI FINANZA

Gli Ercolano Santapaola a Taormina
Mafia, pizzo, 31 arresti. NOMI

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Pizzo sull'Isola Bella, sequestrate società. Tutti i nominativi e le accuse. FOTO ARRESTATI

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CATANIA - Mafia, pizzo e bella vita a Taormina e Giardini Naxos.
(Guarda le FOTO degli arrestati)
. Ventimila euro al giorno provenienti solo dalla gestione delle escursioni all'Isola Bella e un lungo elenco di attività turistiche: tutto in mano ad agguerrite famiglie mafiose, come i Santapaola - Ercolano e i Cappello - Cintorino, che gestivano importanti attività economiche.
Le indagini, che sono state eseguite inizialmente dalla compagnia della guardia di finanza di Riposto, hanno documentato come il clan Cintorino sia particolarmente radicato e attivo nella propria “roccaforte” storica di Calatabiano. A guidare la famiglia sarebbe Mario Pace, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo che, durante i permessi premio, “organizzava “summit” - scrivono gli inquirenti - dava disposizioni e ribadiva la propria egemonia nel sodalizio”. Ai vertici dell'organizzazione ci sarebbe anche Carmelo Porto, che è stato intercettato mentre parla, con parole di fuoco, alla compagna, riferendo cosa avesse ordinato il boss Pace:“Io vi ammazzo, dicci a Mario e Carmelo Spinella a Calatabiano comando io, Mario Pace; trent’anni fà io ho fatto Calatabiano, ed io comando lì, neanche Nino, Nino ha il 41, fagli fare il 41 io ho fatto le discussioni, Calatabiano e Giardini ci sono io”.
CARCERE – Il Gip ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere a carico di Pasqualino Bonaccorsi, Agnese Brucato, Domenico Calabrò, Fortunato Cicirello, Giuseppe D'Arrigo, Gaetano Di Bella, Rosario Di Stefano, Luigi Franco, Gaetano grillo, Giuseppe Leo, Salvatore Leonardi, Giuseppe Messina, silvestro Macrì, Mario Moscatt, Paolo Muzzio, Antonio Pace, Giuseppe Pace, Mario Pace, Francesco Pistorio, Carmelo Porto, Francesco Porto, Rino Rocco, Gaetano scalora, Damiano Sciacca, Emanuele Sorrentino, Sebastiano Trovato.
DOMICILIARI – Il Gip ha applicato la misura degli arresti domiciliari a Carmelo Bonaccorsi, Arianna Cardillo, Emmanuela Colosi, Francesca Colosi, Giuseppe Timpanaro.
L'ORGANIGRAMMA – A guidare il clan Cintorino è anche Carmelo Porto, che riveste il ruolo di reggente fino alla scarcerazione di altro esponente storico, Salvatore Trovato, detenuto per vent'anni. Gli inquirenti ritengono “di grande spessore” anche Gaetano Di Bella “soggetto incensurato che fa da tramite tra la famiglia catanese Cappello e Carmelo Porto”.
PIZZO – I Cintorino controllano il territorio di Calatabiano gestendo le estorsioni ma anche il traffico di droga. I finanzieri hanno rintracciato i canali di rifornimento, che hanno permesso al clan di superare i “danni”, causati dai sequestri degli inquirenti. Non mancano, infine, episodi di usura particolarmente gravi, con tassi di interesse che variano dal 120% al 450% annuale.
IMPRENDITORIA - Il clan ha dimostrato di saper affiancare alle classiche attività estorsive, di usura e di spaccio di stupefacenti, la concreta propensione a insinuarsi tra le iniziative imprenditoriali più redditizie e visibili del territorio di competenza, con particolari proiezioni nel territorio della provincia di Messina, come Giardini di Naxos e Taormina, località particolarmente appetibili, sia per il controllo delle attività turistiche, sia per investire i proventi illeciti in attività imprenditoriali riconducibili al clan. La Finanza ha intercettato Di Bella e Rocco Marcello. Di Bella: “Ma tu devi stare a Taormina...!” Rocco: “Quanto ci stanno i carabinieri a sapere le cose..?” Di Bella: “eeee lo so, però c'è Taormina, c'è...!” Rocco: “Naxos...!” Di Bella: “c'è tutto un giro va...!” Rocco: “Taormina, Giardini, certo Letojanni...!” Di Bella: “eeeeh il giro c'è ed è Grande...!”. Uno dei business dell'organizzazione sarebbe la gestione delle escursioni all'Isola Bella di Taormina, con barche da diporto, completamente in mano alla mafia. Gli esercenti l’attività di noleggio di mezzi di trasporto marittimo, operanti nel famoso specchio d’acqua erano, infatti, costretti a “cedere” quotidianamente una parte dei loro guadagni. Questa attività sarebbe stata condivisa “con esponenti della famiglia Santapaola - Ercolano, il cui referente in loco era Salvatore Leonardi”.
LA SPARTIZIONE - Le indagini acclarano infatti che, in relazione al business delle attività turistiche, tra i due sodalizi “era stato raggiunto un patto per la spartizione dei proventi ed, al fine di evitare contrasti nel corso della stagione turistica estiva, che avrebbero “nuociuto” agli affari, Di Bella e Trovato (dietro le direttive di Mario Pace e il controllo operato dai figli Antonio e Giuseppe Pace, che eseguivano sopralluoghi e ‘rendicontavano’ al padre Mario durante i colloqui in carcere) insieme a “Turi” Leonardi, siglavano un accordo in ragione del quale avrebbero diviso gli incassi (e anche le spese) in tre parti, una per i mafiosi del clan Cappello - Cintorino, una per il clan Santapaola - Ercolano e una terza per gli imprenditori estorti”. Il controllo delle attività è radicale, anche la sostituzione di un’imbarcazione in avaria non poteva essere disposta dall’imprenditore estorto senza l'autorizzazione del sodalizio mafioso di riferimento. In alcune circostanze, non mancavano esplicite minacce degli estorsori a danno delle imprese: nello specifico, “era Salvatore Leonardi – scrivono ancora gli inquirenti - a paventare l’affondamento delle imbarcazioni qualora il patto di spartizione degli introiti non fosse stato rispettato come concordato tra i due clan rivali”.
Il giro di affari era notevole, tanto che “Di Bella e Pasqualino Bonaccorsi (anch’egli affiliato al clan Cintorino), effettuando una stima dei profitti realizzabili attraverso il controllo delle imbarcazioni, per la stagione estiva, prevedevano di introitare, in media, 20.000 euro al giorno da dividere in tre parti”.
I PROGETTI – I boss avrebbero gestito, attraverso soggetti incensurati, società di noleggio acquascooter, il lido Recanati beach e il Bar “ETOILE”, di Giardini Naxos.
IL SEQUESTRO - I finanzieri stanno sottoponendo a sequestro preventivo finalizzato alla confisca un patrimonio ritenuto riconducibile ai clan Cappello - Bonaccorsi e Santapaola Ercolano, famiglia Brunetto, del valore di oltre un milione di euro. Al centro degli accertamenti delle fiamme gialle ci sono una società di noleggio di acquascoooter, un bar, un lido balneare a Giardino Naxos e una ditta attiva nel settore delle costruzioni.
Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere vi sono i reggenti del clan Cintorino, espressione della famiglia mafiosa catanese dei Cappello, attivi, su Catania, Calatabiano (CT), Giardini Naxos (ME) e Taormina (ME).
Nella rete di attività economiche più redditizie controllate dal clan spicca il business delle escursioni turistiche con barche da diporto nel tratto di mare antistante la nota Isola Bella di Taormina (ME)

 


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