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Centrodestra

MuovitiItalia, lavori in corso
Pogliese e Catanoso al bivio

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Riunione a porte chiuse, stamani, per la sigla che traghetterà il grosso degli ex An catanesi verso la Lega, FdI o la seconda gamba.

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CATANIA - Traghetto sì, anche se ancora non è chiara la meta. Parte la navigazione di MuovitiItalia e lo fa in sordina, nel senso cioè che la “cosa” capitanata da Salvo Pogliese e Basilio Catanoso si riunirà stamani in forma assolutamente privata per decidere sul da farsi. Insomma, una riunione dove a essere invitati sono quegli amministratori, dirigenti di partito e “militanti storici” che sono rimasti al fianco del sindaco di Catania dopo lo strappo clamoroso (e non ricucibile) con Gianfranco Micciché e Forza Italia per la mancata candidatura dell’uscente Giovanni La Via a Bruxelles.

Pare una vita fa, intanto però, oltre allo strappo, si è consumato anche il voto del 26 maggio, con le truppe di Pogliese e Catanoso e impegnate a tirar la volata sia alla Lega di Matteo Salvini che i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Un esperimento bifronte rivendicato poi in via del tutto ufficiale (e inedita) quando le urne hanno corrisposto un risultato più che soddisfacente ai candidati sponsorizzati attraverso il tam tam su WhatsApp: il post-missino Raffaele Stancanelli e il tandem blue marine (nell’accezione lepenista)  di Annalisa Tardino e Francesca Donato.

Ora però arriva l’ora di scegliere, perché MuovitiItalia, da sola, non può bastare per dar rappresentanza a una segreteria che ha dato prova di poter ancora determinare gli equilibri nel territorio etneo. Lega o FdI? Non sarà il lancio della monetina a poter risolvere la questione. Non fosse altro che, all’interno del nuovo soggetto-scialuppa targato ex An, non c’è affatto unanimità di vedute. Una distonia che attualmente investe addirittura la leadership associativa. Se, a quanto risulta, Salvo Pogliese vedrebbe con occhio più favorevole un ingresso in casa Meloni, forte di una contiguità culturale assai evidente (dello stesso avviso anche il sindaco di Gravina, Massimiliano Giammusso); i piani di Basilio Catanoso oscillerebbero tra la pianura padana e il guardarsi attorno in attesa che sia definito il quadro nazionale del centrodestra che verrà. Ed è lì che la questione si amplia e per certi aspetti si complica. Molto passerà infatti dalle scelte del governatore della Liguria Giovanni Toti, dell’analogo siciliano Nello Musumeci (che oggi interverrà a Palermo in una manifestazione di Diventerà Bellissima), ma anche di Matteo Salvini che dovrà mettere in cantiere i lavori congressuali della nuova Lega “tricolore”. In mezzo c'è anche l'incognita del voto anticipato a settembre. Ma quella è un'altra storia.

In attesa di tutto ciò, in MuovitiItalia non c’è alcuna fretta di schierarsi. L’incontro fissato oggi – da quanto si apprende – è finalizzato a un “fraterno” scambio di idee, ma anche per stabilire alcune priorità organizzative da adottare in brevissimo termine. Il primo step sarà la formazione di alcune commissioni a tema che dovranno sviluppare delle progettualità specifiche da dibattere e perfezionare nel meeting successivo che verrà calendarizzato a luglio. Questa fase incubatrice si concluderà a ottobre, quando si arriverà alla stretta definitiva. Comunque vada, la volontà resta quella di configurarsi come la destra del centrodestra (se questa formula avrà ancora un peso).


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