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La Strage

Il depistaggio di via D'Amelio
"Su di me macelleria mediatica"

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Il procuratore aggiunto Carmelo Petralia si difende: "Facile, oggi, denigrare e lanciare sospetti".

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CATANIA - "Ogni Procura ha l'obbligo di attivare un'indagine quando le perviene una notizia di reato", ma sono "sconvolto e amaramente colpito sul piano umano e familiare sulla gestione mediatica della notizia". Così il procuratore aggiunto di Catania, Carmelo Petralia, in un'intervista al giornalista de La Sicilia Orazio Provini sull'avviso di garanzia emesso, per lui e il magistrato Annamaria Palma, dalla Procura di Messina per concorso in calunnia aggravata dall'avere favorito Cosa nostra nell'ambito dell'inchiesta sul depistaggio sull'attentato di via D'Amelio al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta.

Petralia parla di "macelleria mediatica' a buon mercato di cui, in concreto solo io e la collega Palma siamo rimasti vittime". Eppure della "gestione' della collaborazione di Scarantino si occupava un pool di magistrati molto più ampio" e "il dato conosciuto e amplificato dai media manca di molti nominativi e mi chiedo ancora perche'"."Dalla famiglia Borsellino – osserva – l' unico vero contributo, ampio, sincero e incondizionato di collaborazione, anche alla conoscenza dei fatti e alle indagini in senso stretto, è venuto dalla signora Rita, la sorella di Paolo, e dalla sua famiglia, i signori Fiore. Tutto il resto della famiglia Borsellino e' stato assolutamente assente".

"A Caltanissetta, nel 1992 - ricorda Petralia - si partiva da zero. E' facile oggi denigrare, offendere e avanzare sospetti. Chi arriva per ultimo sa sempre molto di piu' di chi e' arrivato prima e soprattutto di chi e' arrivato per primo. Ma cio' non lo autorizza a gettare fango e ad avanzare accuse di collusioni". "Ad ogni verita' - sottolinea - si arriva faticosamente e per gradi. Gia' nel 1996-98 la ricerca dei cosiddetti 'mandanti esterni' mi aveva portato all'iscrizione di Bruno Contrada e poi, ancora, a proporre l'iscrizione di Marcello Dell' Utri e Silvio Berlusconi per concorso in strage. L'esito di queste indagini - chiosa Petralia - alle quali comunque non partecipai essendo rientrato alla Procura Nazionale, e' noto. Ma se sono un depistatore".


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