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L'Affaire Grasso

L'ex grillino e l'audio che scotta
Dal M5s l'ultimatum a Pogliese

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Dimissioni di Bonaccorsi o chiusura del dialogo con Roma per ammortizzare gli effetti del dissesto. Ecco cosa paventa il senatore Michele Giarrusso.

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CATANIA – Da uomo della sintesi a scomunicato eccellente: cala il sipario pentastellato sulla vicenda politica di Giovanni Grasso, che appena un anno fa era stato investito del difficile ruolo di terzo incomodo nella sfida tra Enzo Bianco e il poi eletto Salvo Pogliese. Gli stati generali del Movimento 5 stelle catanese erano oggi a Palazzo degli Eleganti, schierati al fianco di Lidia Adorno, la consigliera grillina oggetto delle conversazioni borderline tra lo stesso Grasso e il vicesindaco di Catania, Roberto Bonaccorsi. Più che una conferenza stampa, pareva un comizio con tanto di cartelli in mano, toni dai decibel sopraelevati e una massiccia presenza di militanti indignati.

È sugli scudi la Adorno, chiamata a reagire a quel “u coppu giusto” invocato per arginare “l’attività investigativa” della stessa consigliera. Un’uscita decisamente infelice divenuta l’hashtag simbolo dell’Affaire Grasso. “E’ inaccettabile che un consigliere del Movimento si interfacci, con la maggioranza, in questo modo ed è altrettanto vergognoso essere rappresentati da un assessore che gestisce denari pubblici che parla così”, ha detto a chiare lettere la Adorno. Anche per questo, per i cinque stelle la richiesta di dimissione di Roberto Bonaccorsi diventa un dossier non più rinviabile e che tocca direttamente “la credibilità di Salvo Pogliese”.

Tant’è che il senatore Michele Giarrusso arriva a calare un fendente che tocca in maniera diretta gli effetti del dissesto sulla città: "O il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, fa pulizia e chiarezza e chiede al presidente del collegio dei revisori dei conti che si e' dimesso di tornare a ricoprire l'incarico oppure non si presenti a Roma, o in qualunque altra parte, perche' non gli sara' dato un euro". Entra quindi a gamba tesa nel dialogo tra la viceministra Castelli e il sindaco di Catania al fine di ottenere gli aiuti governativi a favore di un consesso cittadino in pieno dissesto. Giarrusso inoltra annuncia che "la relazione dei relatori dei conti del Comune sara' inviata alla Procura", e che chiedera' al prefetto di "avviare un'attività ispettiva sul bilancio dell'Ente", in dissesto finanziario. Anticipa anche che sul caso attivera' "la Commissione parlamentare Antimafia". Intanto la Adorno rilancia: “Il silenzio assordante del sindaco Pogliese fa vergognare Catania – dice – Vogliamo le dimissioni del vicesindaco perché Catania non merita questa vergogna”.

Insomma, c’erano tutti o quasi i vertici del Movimento a Palazzo degli Elefanti. Dall’europarlamentare appena eletto Dino Giarrusso, a Tiziana Drago, Simona Suriano, Jose Marano, Santi Cappellano e Gianina Ciancio. Quest’ultima ha preso nuovamente di mira il sindaco Pogliese ricordandogli come “in commissione bilancio Ars, abbiamo consentito l’approvazione dell’emendamento per concedere liquidità al Comune utile al pagamento degli stipendi”. Fuori dal Palazzo arrivano le parole di un’altra portavoce regionale, Angela Foti: “Il gruppo consiliare del M5s raccoglie tutta la mia approvazione per come si è determinato nei confronti dell'inqualificabile comportamento del loro ex collega e dell'assessore al bilancio e vicesindaco di Catania”. E continia: “Solidarietà ai consiglieri e le categorie lavorative offese e sminuite da parole che la dicono lunga sulla levatura morale di questi personaggi. Mi auguro che il sindaco Pogliese prenda le distanze da questi comportamenti e si determini verso un nuovo assetto della sua squadra”.

Ma la solidarietà alla Adorno arriva anche dai banchi del centrosinistra. Ecco Enzo Bianco: “Desidero manifestare alla Consigliera Lidia Adorno, Capogruppo di M5s al Comune di Catania, la mia solidarietà, convinta e totale. Abbiamo mille differenze. Ma nei giorni scorsi è stata vittima di una aggressione verbale violenta ed inaccettabile da parte del vicesindaco Bonaccorsi e del consigliere Grasso”. Da lei, infine, Bianco passa a tu e rivolgendosi alla collega, dice: “Non demordere. Tira avanti dritto come hai dimostrato di saper fare!”.

LE REAZIONI 

Le parole del senatore Giarrusso non sono piaciute a tutti. Il gruppo consiliare #Insiemesipuò, capitanato dall’ex assessore bianchista Salvo Di Salvo e composto da Agatino Giusti e Giovanni Petralia, interviene con una nota al vetriolo: “Le dichiarazioni del senatore Mario Giarrusso assumono un inaccettabile tono intimidatorio; se questo è l’interesse per Catania oggi più che mai risulta chiaro che non vi è nessuna intenzione per far sì che la città possa risollevarsi da questa crisi finanziaria. Non possiamo accettare da catanesi – continua la nota – prima che da Amministratori, che un parlamentare del partito di maggioranza relativa del Governo possa rivolgersi al Sindaco con un ultimatum ricattatorio: o le dimissioni dell’Assessore altrimenti inutile venire a Roma, il Governo non aiuterà Catania! Non entriamo nel merito della vicenda Grasso-Adorno-Bonaccorsi, le responsabilità, qualora ce ne siano, saranno accertate in altre sedi. Abbiamo già manifestato vicinanza alla collega Lidia Adorno nel precedente Consiglio Comunale e analogamente abbiamo sempre apprezzato Roberto Bonaccorsi per il signorile profilo umano e istituzionale; ma tutta questa assurda vicenda non può e non deve deve assolutamente compromettere il dialogo in corso con il viceministro Castelli e il governo per aiutare Catania”.

LA REPLICA DELL'AMMINISTRAZIONE POGLIESE

"Al gruppo consiliare e piu' in generale a tutto il movimento cinque stelle abbiamo sempre riconosciuto un ruolo di stimolo per la nostra azione amministrativa e vogliamo continuare a farlo". Lo afferma l'amministrazione del Comune di Catania sulla conferenza stampa del M5s e le dichiarazioni del senatore Mario Giarrusso. "E anche per questa ragione - aggiunge la nota - e' meglio soprassedere e sorvolare, sul tentativo di utilizzare un episodio privato e non sappiamo quanto casuale, per mettere in discussione l'azione del Governo nazionale e l'operato dell'Amministrazione Comunale nella sua azione di pressing sul governo e il parlamento, per adottare misure di sostegno e fare rialzare Catania dal dissesto in cui e' stata lasciata dalla precedente amministrazione. E' quanto mai opportuno, invece - si sottolinea del Comune - che ci sia un'assunzione di responsabilita' generale in un momento cosi drammatico per Catania, operando tutti nella stessa direzione che e' l'interesse dei cittadini, gravato da scelte sbagliate e su cui proprio le divisioni strumentali a fini di partito, anche nel passato, hanno fatto tanto male a Catania".

L'amministrazione "riconferma piena fiducia e stima nella persona e nell'operato di Roberto Bonaccorsi amministratore qualificato e integerrimo, in questi giorni oggetto di una campagna denigratoria - prosegue la nota - solo per avere risposto con tono colloquiale a una chiamata telefonica, che era e doveva rimanere privata, di un consigliere del M5s che attaccava una sua collega di gruppo, resa pubblica con modalita' tutte da appurare. Catania ha bisogno di ben altro in questo momento che ridurre il confronto su singole parole, che comprensibilmente possono aver colpito la sensibilita' della consigliera Adorno, ma - conclude la nota - solo perche' estrapolate da una conversazione in cui Bonaccorsi ribadiva, con toni forti e accesi, solo quanto aveva detto pochi minuti prima nell'aula del consiglio comunale, per alcune frasi presuntivamente diffamatorie nei suoi confronti".

L'INTERVENTO DI VALERIA SUDANO, SENATRICE PD

“Non ci bastava la telenovela indegna della telefonata registrata e poi fatta circolare in questi giorni ma siamo arrivati addirittura alle minacce di Giarrusso e del Movimento 5 stelle sugli aiuti del Governo alla nostra Catania già in ginocchio”. Lo afferma la senatrice del partito democratico Valeria Sudano dopo la conferenza stampa del senatore dei 5 stelle Mario Giarrusso. “Da lunedì - prosegue la senatrice del - inizieremo una battaglia che avrà la sua fine solo quando ci saranno dei fatti concreti per risollevare la nostra città. Catania e la sua salvezza non appartiene a qualche partito politico ma a tutti i cittadini che non si rassegnano al suo decadimento. Giarrusso si vergogni e si scusi con i catanesi”.


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