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Il Commento

Giarrusso, la telefonata e il "dispetto"
I 5S, dalla ragione al torto

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Come il caso Grasso è diventato una polveriera.

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CATANIA - Talvolta può essere una disgiuntiva di troppo e, dalla ragione, rischia di essere fin troppo immediato il passaggio al lato oscuro del torto. Basta una semplice “o” e la frittata è fatta. "O il sindaco fa pulizia e chiarezza o non gli sarà dato un euro”. Mario Michele Giarrusso, senatore del Movimento cinque stelle, eccede nel ragionamento politico e attira su di sé le critiche di molti. Tutti. Se l’intenzione era di blindare l’operato e la dignità della consigliera Lidia Adorno, peraltro vittima indiscussa delle incursioni telefoniche dell’ormai ex compagno di Movimento, Giovanni Grasso, con il vicesindaco di Catania Roberto Bonaccorsi, si è andati forse oltre. Perché la dura presa di posizione contro i “silenzi assordanti” del sindaco Pogliese, non può ricadere su di una città che da qui ad un mese rischia di conoscere sulla propria pelle gli effetti più devastanti e depressivi del dissesto.

In fondo, la solidarietà che ha investito la Adorno da parte della città, è pur sempre il segnale di come lo stesso consesso cittadino rifiuti una politica che diventa narrazione attraverso delle uscite telefoniche inopportune oltreché scurrili. Nonostante le sue tare, Catania ha il senso del limite, della continenza. Andare oltre a chi serve, se non a chi nella caciara può continuare ad auto-assolversi circa scelte sbagliate? Quell’aut aut fa male. Fa male a quanti operano nei servizi sociali lavorando a stretto contatto con le periferie esistenziali di questa città. Fa male a quanti vedranno i ticket dei trasporti pubblici impennare clamorosamente senza poter usufruire della valida alternativa di un’automobile per poter comunque andare a lavorare.

Fa male soprattutto ai cinque stelle, che davanti al repulisti immediato del proprio ex candidato primo cittadino, avevano dato un’immagine di compattezza invidiabile. Per quanto le richieste di chiarezza o dimissioni siano pianamente nelle prerogative del linguaggio politico dell'opposizione (rifiutarle però è nella piena legittimità dell’Amministrazione), è quel di più a far saltare il banco. In funzione peraltro di un salto nel buio che non assolverebbe nessuno. Non la città, sicuramente. Che di una polemica indesiderata non sa proprio che farsene.


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