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PROCURA DELLA REPUBBLICA

Tangenti, Calanna a giudizio
La difesa: Dimostreremo estraneità

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Giudizio immediato per il sindaco di Bronte Graziano Calanna, arrestato e poi rimesso in libertà nel mese di marzo.

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CATANIA – Il sindaco di Bronte Graziano Calanna, Pd - secondo quanto risulta a LiveSicilia -  ha scelto il giudizio immediato, d'intesa con la Procura, per la presunta richiesta di una tangente a un imprenditore. La sua posizione è stata stralciata dal troncone principale, scaturito dalle indagini della Guardia di Finanza sotto il coordinamento del gruppo che si occupa dei reati dei colletti bianchi, guidato dal Pm Fabio Regolo.

L'ACCUSA - Secondo quanto risulta dagli atti, Calanna avrebbe chiesto a un'azienda interessata all'affidamento della gestione della manutenzione e sfruttamento dell'energia elettrica prodotta dall'acquedotto comunale di "prevedere nel piano dei pagamenti di spesa da far approvare al Comune un aumento del valore di 20.000 euro del costo del collaudo". Soldi che, sostiene la Procura di Catania, Calanna voleva per sé. Ma la richiesta sarebbe stata rifiutata dall'imprenditore.

LA REPLICA – Il legale di Calanna, Carmelo Peluso, è certo di riuscire a dimostrare “l'estraneità” del sindaco di Bronte, “ascoltando i testimoni durante il processo”. Lo scorso marzo, la sesta sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento di arresto ai domiciliari, emesso il 26 novembre del 2018 dal Gip di Catania.

IL COMMENTO – Dopo la rimessione in libertà, Graziano Calanna tornò in municipio. "Sono particolarmente emozionato e sinceramente commosso - disse  in quell'occasione rivolgendosi ai cittadini che lo avevano accolto - per l'affetto che mi state dimostrando e credo che sia normale dopo aver accumulato tensione per quasi quattro mesi. Nella vita a volte capitano delle cose che non ti saresti mai aspettato. Chi fa l'amministratore pubblico sa che, mettendo centinaia di firme, rischia di sbagliare qualcosa, ma mai avrei immaginato di essere arrestato. Ritenevo, infatti, che chi non ha rapporti con la mafia e chi non ruba non potesse mai essere arrestato".

L'INTERCETTAZIONE - Una consulenza da 20mila euro in cambio del via libera al project financing per la manutenzione straordinaria della rete idrica e per l'installazione di mini centrali idroelettriche per la riconversione dell'energia. E' questa, secondo l'ipotesi della Procura di Catania, la richiesta formulata dal sindaco di Bronte Graziano Calanna, da venerdì scorso agli arresti domiciliari, all'imprenditore Stefano Urbani, amministratore della società Etra srl, componente dell'Ati (Associazione temporanea di imprese) firmataria del progetto. Il primo cittadino è accusato per questo di istigazione alla corruzione. In mano agli inquirenti c'è una conversazione tra Concetto Bellia, intermediario tra l'ente e l'impresa e Sebastiano Musmeci, professionista incaricato dalla Idra Rinnovabili srl, società di scopo, interamente partecipata dalle due società dell'Ati.

“Eh...niente - dice Musmeci - quando io sono andato ad integrare...il sindaco mi ha chiesto di potermi parlare...cinque minuti, e abbiamo parlato in una stanza...e lì...mi è stato chiesto di...eh...incrementare l'importo del...eh...come si dice, del piano economico con una voce aggiuntiva...eh...per dare una consulenza esterna...eh...a qualcuno...mmh...di fiducia, d'accordo?...Di fiducia non nostra ma del Sindaco, perché io ho riportato questa cosa che non è stata gradita...e quindi mi hanno detto: “guarda...veramente...eh...patti chiari amicizia lunga...loro non fanno queste cose”, l'unica cosa che mi hanno detto è che siccome il...come si dice? Il collaudo...il collaudatore è a carico dell'impresa, possiamo mettere qualcosa in più là, ma non più di questo, perché non è corretto...ora si è venuta a creare una sistuazione...particolare no?...Perché loro...non me lo aspettavo neanche io, sinceramente, inatti sono stato colto...impreparato...eh...il geometra Urbani...”.
Lapidario il commento di Concetto Bellia: “Sono esterrefatto”.
L'imprenditore veneto si rifiuta di accettare la richiesta del primo cittadino. A ribadirlo è ancora Musmeci, che specifica l'ammontare della somma richiesta a titolo di tangente.
“Il geometra Urbani – continua Musmeci - mi ha detto: scusa ma...l'ingegnere Bellia lo sa? Gli ho detto: no! Credo di no!, io non credo che lui sappia...ora non so perché Urbani mi ha chiesto questa cosa...però...io credevo sinceramente che...loro avrebbero in qualche modo accettato, invece il principio non gli è piaciuto affatto e dicono: “noi non possiamo mettere qualche migliaio di euro lì, visto che è carico nostro facciamo questa cortesia”...eh...tra l'altro mi ha anche detto se vuole pagati i manifesti della pubblicità elettorale li si può fare pure, non è un problema, ma però andare a mettere...ventimila euro così, no! Fa perché comunque ha un costo fare le cose eccetera eccetera...ora la situazione per me è incresciosa, penso che tu l'avrai capito".
Bellia a questo punto parla apertamente di tangenti: “A me di sta cosa non mi interessa...quello che è disposta a fare la ditta per il Sindaco, eccetera, che chiede tangenti, non me ne fotte proprio un cazzo, va”. Musmeci precisa: “No! Io non l'ho chiamata tangente, eh! Lui ha detto che è per una questione di propaganda politica...gli dà un incarico, questo è quello che ha detto lui”.
“E che ti sembra?”, chiede Bellia. “Lo so”, risponde Musmeci.


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