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La serata del Massimino

All’inferno e ritorno
Questo Catania è ancora vivo

Catania, Catania-Trapani, play off catania

“Niscemu di sutta ‘ncamion": eppure, il sogno è ancora maledettamente acceso.

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CATANIA. Cadere e rialzarsi. Dalla polvere agli altari, o giù di lì. Una serata ed una semifinale playoff che per il Massimino significavano tanto e che fino al minuto 72 sembravano recitare la scena in dissolvenza della chiusura del sipario. Sotto di due ceffoni presi davanti a 20 mila rossoazzurri e senza sprazzi di speranza con l’umanissimo riflesso di chi alza gli occhi al cielo per esorcizzare un coraggio che si fermava al di qua della linea di centrocampo.

Ed è, banalmente e paradossalmente, proprio dal di qua della linea di centrocampo che il sipario si riapre. Ci pensa Lodi (entrato ad inizio ripresa) per due volte. L’urlo del Massimino non è più strozzato in gola.
Questo Trapani è umano. Questo Catania non è mai morto.
Si sfolla e si esce dal vecchio Cibali senza alcuna certezza ed ancora disorientati: il leit motiv di una stagione, del resto. Eppure, il sogno è ancora maledettamente acceso. Significherà pur qualcosa. O no?

Domenica a Trapani, per la sfida di ritorno, occorrerà ritrovare il filo d’Arianna che porta alla vittoria, per arrivare all’ultima fermata.
“Niscemu di sutta ‘ncamion e a stu punto ci cridemu”: letto, sentito e sottoscritto tra i gradoni. Ed anche qui, questa fiducia significherà pur qualcosa. O no?


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