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DOPO LE EUROPEE

Veleni, chat e denunce in Procura
M5S caccia ex candidato sindaco

giovanni grasso, movimento 5 stelle, Catania, Cronaca, Politica

Una “questione molto grave – spiega il senatore Giarrusso - che coinvolge un esponente dell'amministrazione catanese”

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CATANIA – Veleni, chat, ombre e accuse incrociate. Il Movimento 5 Stelle di Catania caccia l'ex candidato sindaco Giovanni Grasso, il docente del Liceo Musicale per il quale erano scesi in campo, alle ultime amministrative, tutti i principali big nazionali, a partire dal senatore Mario Giarrusso che oggi, “a tutela del gruppo M5S”, gli dà “l'estrema unzione”, in senso movimentistico.

La notizia è stata fiutata da L'Urlo, i vertici del movimento confermano a LiveSicilia. “Per noi – dice lapidario Giarrusso - Grasso è fuori”.

Alla base dello scontro ci sarebbe una “questione molto grave – continua Giarrusso - che coinvolge un esponente dell'amministrazione catanese”. Pare della Giunta comunale, stando a quanto appreso dalla nostra testata. Una conversazione che sarebbe nata all'indomani di una seduta di Consiglio comunale richiesta proprio dal M5S, all'interno della quale si sarebbero fatti nomi e dati giudizi su alcuni attivisti.

I vertici del Movimento 5 Stelle annunciano conferenza stampa, “posso dire solo – conclude il senatore Giarrusso – che la nostra capogruppo in Comune è già stata in Procura”. A fare cosa non è dato saperlo, ma pare che la faccenda sia legata al contenuto della telefonata che è costata l'espulsione a Grasso.

Abbiamo provato a contattare Giovanni Grasso. In serata è, però, arrivato il suo comunicato stampa:
Il consigliere comunale Giovanni Grasso ha lasciato il gruppo del Movimento Cinque Stelle e formalizzato l’adesione al gruppo Misto nel consiglio comunale di Catania.
Il consigliere, che è stato anche candidato a sindaco del M5S alle scorse elezioni comunali, ha motivato la sua decisione in un nota in cui esprime “disagio nell’appartenere a un gruppo che sin dall’inizio ha dimostrato di non apprezzare il mio lavoro finalizzato a ridurre lo stato di impotenza politica per una situazione economico-finanziaria del Comune che coinvolge tutti, maggioranza e opposizione e che si è manifestata soprattutto nella votazione sul dissesto in cui mio voto è stato difforme dal resto del gruppo. Respingo al mittente, inoltre, i tentativi di strumentalizzazione di una conversazione telefonica privata finalizzata solo a un chiarimento di natura squisitamente politico, accidentalmente finita in un chat altrettanto privata”.

 


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