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Non basta essere uscenti
Giuffrida, Bruxelles adieu

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CATANIA - Non è bastato il volto noto per confermala a Bruxelles. Né una campagna elettorale che, per quanto da alcuni sia stata giudicata "tardiva", l'ha portata in giro per la Sicilia. Michela Giuffrida non ce l'ha fatta a farsi confermare al parlamento europeo, pagando il crollo del Partito democratico rispetto alla tornata europea precedente, ma anche il correntismo interno ai democratici che hanno soffiato per gonfiare altre vele.

Per primi i renziani Luca Sammartino e Valeria Sudano che hanno portato l'ex assessore regionale, Caterina Chinnici, anche solo per questione di genere competitor diretta della Giuffrida priva, stavolta, del main sponsor Lino Leanza. Ma anche per i democratici di area Cgil, Concetta Raia e Angelo Villari, di fatto ridimensionati (ancora una volta) dal voto europeo. Innegabile la spinta che i due dem hanno impresso alla candidatura dell'ex numero uno di Antenna Sicilia.

Da non sottovalutare poi il cambio della guardia alla segreteria del Pd che potrebbe aver spinto gli elettori dem a incoraggiare il progetto zingarettiano di inglobare diverse anime all'interno del partito e respingere la corrente sovranista. Un invito affatto velato ad ampliare l'orizzonte politico, scegliendo perché no chi del Pd non è.

 

 




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