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GIARRE

In manette il “killer delle carceri”
Aveva pistola con colpo in canna

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Forse sventato un agguato.

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GIARRE. Aveva il colpo in canna la Beretta calibro 7,65, con matricola abrasa, rinvenuta e sequestrata ieri mattina dai carabinieri ad Antonino Marano, 75enne pluripregiudicato di Mascali, noto ai più con il soprannome di “killer delle carceri”. A bloccare l’uomo, che si trovava a bordo di una vettura in compagnia di un altro noto pregiudicato del luogo, è stato il capitano Luca Leccese, comandante della Compagnia di Giarre. Non sono ancora chiari i dettagli dell’operazione che avrebbe condotto all’arresto del 75enne. Nel borsello che portava con sé i militari hanno trovato l’arma da fuoco, sette proiettili, compreso il colpo già in canna, ed un coltello a serramanico con una lama di 10 centimetri. La pistola sarà presto inviata nei laboratori dei Ris di Messina per determinare se sia stata utilizzata in altri episodi delittuosi. Nino Marano, arrestato con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina e di munizioni, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza a Catania in attesa dell’udienza di convalida, che sarà fissata nelle prossime ore e si svolgerà alla presenza del difensore di fiducia Francesco Trombetta.

GLI INTERROGATIVI. A chi era destinato il colpo in canna rinvenuto nell’arma sequestrata? Dove si stava dirigendo Nino Marano prima di essere bloccato dai carabinieri? Sono questi gli interrogativi, ancora senza risposta, dopo l’arresto del noto omicida. Marano, tornato in libertà da 5 anni, aveva superato indenne il periodo di libertà vigilata a cui era stato sottoposto dal tribunale di Sorveglianza. A breve dunque avrebbe ottenuto la revoca della misura di sicurezza. Cosa lo ha spinto a mettere a rischio la libertà raggiunta dopo un lunghissimo periodo di detenzione? Tanti i dubbi da chiarire. Il blitz dei carabinieri potrebbe aver sventato un agguato i cui contorni sembrano tipici della criminalità organizzata.

IL PROFILO CRIMINALE. Una storia da romanzo criminale quella che vede protagonista Antonino Marano, arrestato per la prima volta nel 1965 per furto e rimasto poi in carcere per ben 49 anni. Durante la prigionia l’uomo viene condannato a due ergastoli per due omicidi ed altrettanti tentati omicidi. Una sequela di condanne che gli varranno il primato di carcerato più longevo d'Italia per reati commessi in carcere ed il soprannome di “killer delle carceri”. Per anni fu considerato il braccio armato dei camorristi cutoliani e poi ancora il sicario della mafia e dei terroristi. Di certo nei suoi anni di carcere ha incrociato alcuni tra i protagonisti delle pagine più nere della storia italiana.

 


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