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Etnamade, la "nostra"
vetrina del vino

Etna made, vini, Etna,

Un evento "doc".

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Catania – Verrà presentata lunedì 27 maggio, ore 18, ristorante Km.0 (via Antonino Longo, 26 Catania) la prima edizione di Etnamade, una manifestazione interamente dedicata ai vini dell’Etna, in programma l’ultimo weekend di maggio, all’interno del chiostro dell’Istituto Ardizzone Gioeni di via Etnea, in pieno centro a Catania.

L’evento nasce da un’idea di Scirocco Comunicazione e la Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, in collaborazione con Bibenda, con il patrocino del Consorzio di tutela dei vini dell'Etna DOC, Strade dei vini dell'Etna, della Città metropolitana di Catania e del Comune di Catania, con l’obiettivo specifico di fare conoscere di più e meglio un prodotto che riscuote tanto interesse a livello nazionale e internazionale ma che risulta, ancora oggi, quasi uno sconosciuto agli abitanti del suo territorio.

Una due giorni, dunque, per far conoscere proprio ai catanesi che del vino dell’Etna dovrebbero essere i primi ambasciatori, l'unicità del territorio etneo, la sua storia millenaria, le sue produzioni e i volti di chi contribuisce a fare grande il vulcano nel mondo.

Tre i momenti che scandiranno l’evento che aprirà i battenti i prossimi venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno, vissuto dal pomeriggio alla sera (apertura al pubblico dalle 18 alle 24): “La Piazza del vino”, l’area centrale del chiostro in cui verranno ospitate le cantine e le proposte di localfood; la “Sala Masterclass” dedicata alla degustazioni, che vedrà l’approfondimento sull’evoluzione sull’Etna dal “CRU” al “CLOS”, fra sperimentazione e tradizione a cura di Paolo Di Caro, presidente Fondazione Italiana Sommelier Sicilia; “A Quattromani Ristorante etneo”, due cene, durante le quali i vini dell'Etna dialogheranno con l’alta cucina degli chef etnei Marco Cannizzaro (KM0) Giuseppe Raciti (Zash) e Bianca Celano (QQucina).

“L'Etna è un patrimonio da difendere e comunicare – anticipa l’organizzatore Francesco Chittari – sentiamo il bisogno da catanesi prima ancora che da comunicatori del vino, di portare l'Etna in centro per interloquire con la città capoluogo e i suoi abitanti. Dopo il grande successo di Spumanti dell'Etna, abbiamo immaginato un evento che declinasse l'Etna nella sua essenza, che potesse raccontare la molteplicità delle produzioni e dei microclimi a chi dovrebbe essere il primo ambasciatore dell'Etna: il catanese”.


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