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la gara dello scandalo

Spiagge, l'appalto in tribunale
Presidente Commissione a giudizio

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La decisione del Gup. Il legale di Fragetta: "Soddisfatti". La difesa: "Estraneo ai reati contestati".

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CATANIA - Prima il ciclone mediatico e poi quello giudiziario. Protagonista è il bando indetto dal Comune di Catania nel 2016 per l’affidamento della gestione delle spiagge libere,  dei solarium e del parcheggio di viale Kennedy. La Gup Anna Maria Cristaldi ha rinviato a giudizio il presidente della Commissione aggiudicatrice della gara, Salvatore Raciti, accusato di abuso d’ufficio. Il processo si aprirà davanti alla Terza Sezione Penale del Tribunale di Catania il prossimo 27 gennaio 2020. All’apertura delle buste infatti, in prima battuta l’appalto viene aggiudicato, in via provvisoria, alla Fraggetta Giuseppe & C.  Ma dopo una nota inviata dalla Direzione Ecologia in cui si evidenziano alcune contestazioni, Raciti annulla in autotutela l’affidamento a Fraggetta e assegna la gara alla Caffè Napoleon Società Cooperativa. Da lì partirà la tempesta mediatica sul fatto che tra i dipendenti della Napoleon c'erano Alfio Vecchio e Orazio Buda coinvolti in un'inchiesta di mafia (i due poi si dimettono). Fraggetta, allora non ci sta, e presenta una denuncia che porterà ad un’apertura di un procedimento penale sfociato nel rinvio a giudizio di Raciti dopo l'udienza preliminare in cui la ditta si è costituita parte civile. Parallelamente vi è stato un iter giudiziario amministrativo davanti al Tar e al Cga, puntualmente raccontato da LiveSicilia. 

L’ACCUSA. Raciti, secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbe agito “in violazione dei doveri di imparzialità nello svolgimento della pubblica funzione” stabiliti dalla normativa vigente. “In particolare - si legge nel decreto di rinvio a giudizio - l’imputato avrebbe accettato il deposito da parte della Caffè Napoleon Soc. Coop. e della Privitera Giuseppe S.r.l.s., oltre il termine di 10 giorni previsto dall'istituto del soccorso istruttorio, della documentazione integrativa richiesta dal bando a pena di esclusione”. Nonostante la mancata produzione, la Caffè Napoleon però non viene esclusa dalla gara. Inoltre la Procura ritiene che le “cause ostative” che portano all’annullamento dell’aggiudicazione da parte della Fraggetta Giuseppe “in realtà” fossero “ inesistenti”. L’abuso d’ufficio si concretizza, sempre secondo la tesi accusatoria, “con l’ingiusto vantaggio che Raciti avrebbe intenzionalmente procurato alla Caffè Napoleon che ottiene l’aggiudicazione provvisoria, e conseguentemente un danno ingiusto alla Fraggetta Giuseppe”.

LA DIFESA. “Prendiamo atto del rinvio a giudizio, unico esito possibile secondo codice dell’udienza preliminare. - commenta l’avvocato Goffredo D’Antona, che insieme al penalista Antonino Caputo il presidente di gara Salvatore Raciti -  Ma siamo sereni perché nel corso del dibattimento siamo sicuri di avere gli atti che dimostreranno l’estraneità di Raciti al reato contestato. Abbiamo già fatto acquisire - aggiunge D’Antona  - nel fascicolo del pm tutta la documentazione che permette di ricostruire quanto è accaduto e mette in evidenza le contestazioni che i vertici dell’amministrazione comunale in carica nel 2016 avevano inviato a Raciti sulla ditta di Fraggetta subito dopo l’aggiudicazione provvisoria della gara. Tra le inadempienze - spiega la difesa - la mancata rimozione del solarium di Ognina che poi è andato distrutto a causa di un nubifragio, il mancato pagamento di alcuni canoni mensili e, inoltre, La Fraggetta aveva a suo carico dei verbali di violazione del testo unico di pubblica sicurezza”.

LA PARTE OFFESA. “Non possiamo che essere soddisfatti dell’esito dell’udienza preliminare - commenta l’avvocato Gianluca Cantone, che assiste Fraggetta come parte offesa - siamo convinti che il dibattimento accerterà le responsabilità sulle violazioni commesse nell’iter di aggiudicazione di un bando di gara che prima di tutto ha creato un danno alla collettività. Giuseppe Fraggetta è il titolare di una ditta che è stata - aggiunge il legale - enormemente danneggiata dalle violazioni commesse in seno al bando, sui cui già - ricorda Cantone - si è pronunciato prima il Tar e poi il Consiglio di Stato, restituendo  l’ultimo residuo anno del bando alla ditta del mio assistito che finalmente quest’anno, a differenza dei due anni precedenti, potrà regolarmente lavorare”.

IL RINNOVO DELL'APPALTO. È del 21 maggio 2019 il rinnovo dell'appalto alla ditta Fragetta Giuseppe per la gestione delle spiagge libere, dei solarium, dei servizi e del parcheggio di viale Kennedy (LEGGI QUI). Il provvedimento a firma del dirigente dell'ecologia, Laura Riguccio, affida l'appalto per i prossimi due anni. In effetti si tratta di una sorta di proroga, considerato che nel giugno del 2018 è stato firmato il "contratto di appalto per l'affidamento del servizio" e che nella durata dello stesso, prevedeva "facoltà di rinnovare l'affidamento agli stessi patti, prezzi e condizioni per un ulteriore biennio". Una mezza soddisfazione per il titolare della ditta che però attende ancora di ottenere il risarcimento per gli anni in cui, nonostante avesse vinto la gara d'appalto, non ha potuto svolgere il servizio. Il procedimento penale potrebbe a questo punto rafforzare la legittimità della richiesta.

 

 


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