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Il maxi carico di marijuana
Catania e gli affari con i Balcani

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I retroscena dell'operazione della Guardia di Finanza.

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CATANIA - C'è una pista che porta ai narcotrafficanti dei Balcani dietro all'ultimo maxi sequestro di marijuana messo a segno dalla Guardia di Finanza di Catania. Questa volta non ci si ferma in Albania, 'porta di accesso' all'Adriatico per i venditori di marijuana. Le indagini porterebbero dritti in Bulgaria. Il furgone telonato sospetto, fermato e perquisito dagli investigatori del Goa appena uscito da un garage di Misterbianco, è risultato essere intestato a un bulgaro. Ed è lui il ponte di collegamento tra narcos e corriere su cui i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno aperto indagini serratissime allo scopo di identificare il canale della droga e l'organizzazione internazionale che si nasconde dietro il traffico di stupefafcenti.

Il bulgaro dunque avrebbe messo a disposizione il mezzo per il trasporto dalle coste adriatiche fino a Catania, precisamente a Misterbianco. È qui, infatti, che i militari hanno fermato 'il corriere', residente nel ternano in Umbria. Stava uscendo dal garage di un condominio. Pedinamento, pazienza, e al momento giusto è scattata l'operazione. Il furgone, perquisito centimetro dopo centimetro, nascondeva un doppiofondo che era stato ricavato sotto il pavimento del vano posteriore. I finanzieri hanno trovato nastro isolante e tracce di sabbia. Nell'abitacolo inoltre c'era una valigetta con 10 mila euro in contanti: una bazzecola rispetto al milione di euro che si poteva ricavare dai 136 chili di droga che gli investigatori trovano all'interno del garage condominiale. La sabbia è la prova, quasi certa, che il trasporto della marijuana sia avvenuto via mare. Magari, questo, è solo una parte del carico arrivato in Italia. Le ultime indagini hanno dimostrato che da parte dei trafficanti, per diminuire le perdite causate dalle azioni giudiziarie, di parcellizzare i quantitativi di stupefacente e nasconderli in luoghi diversi. 

Catania, dunque, si attesta ancora crocevia siciliano della fornitura di marijuana per lo spaccio della Sicilia Orientale. Solo in questi ultimi giorni si sono susseguiti sequestri per quasi mezza tonnellata di marijuana. La scorsa settimana è stata la polizia a fermare al casello di San Gregorio un giovane pugliese alla guida di un furgone nero, Renault Traffic: trasportava oltre 100 kg di 'erba'. Lunedì in una palazzina di via Bari, a Paternò, i carabinieri hanno rinvenuto 30 kg di marijuana 'sistemati' in alcuni sacchi di plastica insieme a due pistole. Ed è sempre di due giorni fa l'indagine lampo che ha permesso alle Volanti della Questura di Catania di localizzare il nascondiglio di un altro imponente carico di marijuana: in un garage di un condominio della zona nord del viale Mario Rapisarda (via Mandrà) i poliziotti hanno trovato 100 kg di marijuana sistemati in alcuni borsoni neri impermeabili. Una parte della droga era già suddivisa in dosi pronti per lo spaccio. La domanda di droga, a Catania, non accenna a diminuire. Ma i gruppi di spaccio, legati o meno alla criminalità organizzata locale o straniera, in meno di una settimana hanno subito durissimi colpi.


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