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Verso le Europee

È l'anti-Salvini per eccellenza
Bartolo conquista la base Dem

, Politica

Il medico di Lampedusa a Catania accompagnato da Emiliano Abramo.

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CATANIA - È il simbolo dell’anti-salvinismo per eccellenza; benché lui stesso, il nome del ministro dell’Interno, preferisce non pronunciarlo mai. Si limita semplicemente ad un “lui” Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa che del soccorso immediato ai migranti ne ha fatto un dovere/ragione di vita. Oggi è candidato all’Europarlamento tra le fila Partito democratico quale espressione di quella società civile che ha fatto massa critica attorno al progetto di Demos, la neonata appendice politica della Comunità di Sant’Egidio. A quanto pare però, il nome di Bartolo piace tanto sia alla base sia ai vertici del Pd catanese, tant’è che durante l’incontro di ieri in quel di piazza Verga, il personale dell’albergo ha dovuto aprire i separè della sala per accogliere un flusso di persone non previsto.

“Come si fa a non votarlo”, suggerisce un ex dirigente provinciale che negli anni era entrato in rotta di collisione i maggiorenti di via Umberto. Verso Bartolo arrivano, infatti, gli attestati di stima di tutte le anime (o quasi) della federazione provinciale dem. Per una volta tutti compatti, ed è quasi un miracolo stando almeno alla cronostoria di un partito che negli ha offerto di sé una immagine assai nervosa. Ma Bartolo piace anche fuori dal recinto del partito. Umile a partire dal vestiario, parla semplice e va dritto al cuore il medico di Lampedusa: “È bene – spiega – che vengano ripresi quei valori che si sono persi tra le paure e le bugie. L'Italia è un grande popolo di grande civiltà e democrazia”.

“Una competenza consumata per strada”, lo presenta così Emiliano Abramo, che della Comunità di Sant’Egidio è il presidente siciliano. Insomma,  più che il programma elettorale, per Bartolo parla la sua vicenda personale, la sua storia. Non a caso, il suo intervento è quasi esclusivamente dedicato ai temi accoglienza; chi è venuto ad ascoltarlo tuttavia non attendeva altro. Una storia personale che gli ha fatto apprendere, da un prospettiva dolorosamente privilegiata, come “gli uomini siano tutti uguali e che persino i neri sognano, eh già!”. Perché la candidatura? “Sono entrato in politica, non sceso, perché voglio fare sapere cosa ho visto in questi anni. Mi sono accorto – conclude – che i film e i libri non sono bastati a far capire come stanno davvero le cose nel cimitero del Mar Mediterraneo”.


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