Live Sicilia

il caso

Bellini, futuro incerto
Impazza il toto nomi


Ecco cosa si sussurra tra i corridoi dell'Ente lirico.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - Il futuro del teatro lirico Vincenzo Bellini rimane incerto. Dopo la presentazione di un emendamento sulla trasformazione dell’Ente Lirico Regionale etneo in Fondazione, le perplessità crescono tra lavoratori e sindacati. Anche alla luce delle ultime voci che vedono la volontà del Ministero ai Beni culturali del governo nazionale di ridurre il numero delle Fondazioni teatrali riconosciute da 14 a 6.

E la II relazione semestrale per il 2018 del commissario governativo Gianluca Sole sulla situazione economica delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane non è delle migliori. “Ampliare in misura rilevante il divario fra ricavi e costi con azioni molteplici e contestuali – scrive Sole nella relazione – non si vedono segnali di inversione di tendenza verso il riequilibrio finanziario fissato per la fine del 2018 ormai necessario e non oltre rinviabile”.

Parole che metteno in agitazione i lavoratori, precari storici, del teatro Vincenzo Bellini di Catania. Antonio Santonocito, segretario regionale Snalv Confsal, interviene sulla paventata trasformazione del teatro Bellini in fondazione. “Tutto tace dalla riunione in cui il presidente Nello Musumeci ha convocato i sindacati annunciando la volontà di volere istituire una Fondazione – dichiara Santonocito – noi abbiamo bisogno di risposte. I lavoratori hanno interrotto l’occupazione del teatro Sangiorgi, ma sono comunque in stato di agitazione e pronti a riprendere la protesta nei confronti di una politica sorda, non abbiamo molta esperienza di “fondazioni”, ma sappiamo che sono piene di debiti.

Chiediamo subito un tavolo in cui si metta nero su bianco e che non ci saranno licenziamenti”. Anche Cgil, Cisl, Uil, Fials e Libersind hanno preso posizione sul passaggio da Ente Lirico Regionale a Fondazione del teatro etneo. “Contrari a qualunque fuga in avanti in sede istituzionale – dichiarano in una nota Cgil e Sic Cgil, Cisl e Fistel Cisl, Uil e Uilcom Uil, UGL e UGL spettacolo, Fials e Libersind – che ignori gli impegni assunti dal Presidente Nello Musumeci nel costruire un’ipotesi attraverso il confronto con i sindacati a proposito della trasformazione del teatro Bellini in Fondazione”.

Che comunque può fallire. Questo viene stabilito da una sentenza della Corte d’Appello di Venezia del 20 luglio 2015 (n° 1801). Il teatro Vincenzo Bellini di Catania è, a tutt’oggi, un Ente Lirico Regionale. Un ente può chiudere il bilancio in pareggio, non opera a scopo “lucrativo”, può spendere non più e non meno di quello che ricava dalla sua attività. Una Fondazione funziona sul reinvestimento del ricavo di gestione, ma questo non esclude un’attività economica come la produzione di spettacoli teatrali. In questo contesto di incertezza impazza il toto sovraintendente, il mandato di Roberto Grossi in carica dal 2015 scadrà a breve e la nomina del nuovo sovraintendente spetta al Presidente della Regione Nello Musumeci.

I nomi più gettonati sono: Giuseppe Di Pasquale, già direttore del Teatro Stabile di Catania e consulente per i teatri alla Regione. Nino Strano, ex parlamentare di An, direttore artistico dell’associazione “Sicilia, Arte, Cultura”. Gianfranco Pappalardo Fiumara, sovrintendente dell’associazione Mythos Opera Festival. Ottavio Cappellani, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore, autore del romanzo, pubblicato in 26 paesi nel mondo, “Who is Lou Sciortino?” edito da Mondadori e diversi altri libri oltre a sceneggiature teatrali e cinematografiche. Giovanni Cultrera, direttore artistico del teatro Garibaldi di Modica. E intanto la stagione estiva del Bellini, già pronta per essere presentata, resta ferma nel cassetto.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento