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Si allarga l'inchiesta sui depuratori
Contestato anche il depistaggio

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Tra gli indagati il consulente tecnico nominato dal sindaco di Calatabiano.

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CALATABIANO. Si allarga l'inchiesta della Procura di Catania sui presunti reati ambientali commessi nella gestione degli impianti di depurazione del comune di Calatabiano. Come anticipato lo scorso luglio da LiveSiciliaCatania, il pubblico ministero Magda Guarnaccia aveva già iscritto nel registro degli indagati per inquinamento ambientale il sindaco di Calatabiano Giuseppe Intelisano; Salvatore Leonardi e Salvatore Faro, responsabili comunali in diversi periodi del Suap, Ecologia ed Ambiente; Sebastiano Zappalà, operaio addetto agli impianti di depurazione del comune ionico; e Giuseppe Brazzante, fontaniere al depuratore di Contrada Imperio.

Tra gli indagati adesso risultano anche Ignazio Limina, operatore tecnico del comune di Calatabiano; Renzo Di Chio, responsabile di area della ditta Gemina, attuale gestore degli impianti di depurazione; Isidoro Maria Susinni, direttore tecnico della società CMS Service, gestore degli stessi impianti tra il luglio del 2015 ed il maggio del 2015; Irene La Scala, amministratore unico della società Trinacria Ambiente e Tecnologia, gestore dei depuratori tra giugno 2015 e marzo 2016. Iscritto nel registro degli indagati anche Riccardo Vincenzo Maggiore, consulente tecnico di parte nominato dal primo cittadino Intelisano per questo procedimento. Tra le ipotesi di reato, a vario titolo contestate, inquinamento ambientale, rifiuto di atti di ufficio e frode in processo penale e depistaggio.

L'INCHIESTA - Carichi organici e sostanze inquinanti sarebbero state rilevate nel corso di alcune analisi compiute dall'Arpa nei due depuratori di Calatabiano, quello di Contrada Imperio, che serve il centro urbano e parte della frazione di Pasteria, e quello di Contrada Livarella, nel quale confluiscono i reflui dell'altra metà di Pasteria. Preoccupanti sarebbero apparsi i parametri dell'Escherichia Coli rinvenuti nelle acque in uscita dei due depuratori, che finiscono le une nel fiume Alcantara e le altre nel torrente Minissale. Secondo quelle analisi i due depuratori sarebbero stati inefficienti tra il 2014 ed il 2017. Esiti totalmente differenti rispetto agli esami condotti dalle ditte incaricate dal comune per la manutenzione dei depuratori. Questo il cuore delle indagini condotte dalla Guardia Costiera di Riposto, che lo scorso luglio eseguì una serie di accertamenti tecnici non ripetibili ai due impianti di depurazione.

NUOVI ACCERTAMENTI - La Procura di Catania intanto ha disposto nuovi accertamenti tecnici non ripetibili ai due depuratori di Contrada Imperio e Contrada Livarella. Il prossimo 22 maggio la Guardia Costiera di Riposto, alla presenza del consulente della Procura Maurizio D'Amico, di altri eventuali consulenti di parte nominati dagli indagati e del personale dell'Arpa, compiranno nuovi prelievi delle acque reflue in entrata ed in uscita dai due impianti. Accertamenti che potrebbero riguardare anche le condutture della rete fognaria.

 


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