Live Sicilia

LO SCANDALO

Disabili, emergenza a Catania
"Con i tagli, condannata a morte"

villari, disabile, assistenza, comune

Gabriella Villari, paralizzata, il Comune ha tagliato l'assistenza. Il dramma di una vita senza nessuno.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA – Dalla finestra della sua stanza nel quartiere Barriera la frenesia della città è soltanto un fruscio. La donna che dovrebbe assisterla, con 20 mesi di stipendi arretrati, che il Comune non ha versato alle cooperative, ha smesso di prendersi cura di lei dopo il taglio dei servizi annunciato dieci giorni fa dall'assessore al ramo Giuseppe Lombardo. L'assessore ha anche detto che farà di tutto per tentare di ripristinare completamente l'assistenza. Il Comune è in dissesto, la voragine l'hanno causata le passate amministrazioni e adesso, a pagare il conto, sono i più deboli, come Gabriella Villari, che non ha più lacrime per piangere, né voce per gridare, forte, la sua rabbia.

È affetta da una rara malattia genetica, Arnold Chiari di tipo 2, una malformazione della colonna vertebrale che provoca l'ostruzione del midollo e l'ha costretta, a 19 anni, a restare paralizzata su una sedia a rotelle. “Non mi posso lavare da 10 giorni – racconta a LiveSicilia - martedì scorso hanno sospeso l'assistenza”. La Villari chiede che le sponsorizzazioni dei privati si utilizzino anche per i diversamente abili, per garantire loro la possibilità di una vita dignitosa.

Per comprendere appieno il significato delle sue parole bisogna, per un attimo, provare a immaginare come si vive con la paura delle piaghe, mentre ai piani alti della politica si pensa alle paghe. La Villari lancia una frecciata a Gianfranco Micciché, “che si oppone a tagliare i vitalizi, perché non fanno un editto come gli spartani che gettavano i disabili dal monte? Oppure i nazisti che li eliminavano completamente?”.

Al sindaco di Catania Salvo Pogliese e al presidente della Regione Nello Musumeci, Gabriella Villari lancia un appello chiedendo un intervento concreto.

Non accetta, come risposta, che il Comune sia in dissesto, anche perché il buco è stato provocato sì dal calo dei trasferimenti, ma soprattutto dai mutui contratti per appianare i disavanzi provocati da decenni di gestioni politiche.

“Chi l'ha portato il Comune al dissesto? - chiede la Villari – Penso a Enzo Bianco, che ha fatto quella fontana mastodontica costata centinaia di migliaia di euro”. Ma ce n'è per tutti, da Scapagnini in poi.

Cosa comporta, concretamente, il taglio dei servizi per i disabili?

“La morte. Io ho un piano di assistenza di 5 ore al giorno, ma vivo 24 ore su 24 perché ho bisogno di mangiare, di bere, le cooperative sono un fallimento perché ci lucrano oltre che sono orticello per i voti dei politici. In alternativa alle cooperative c'è la legge “per la vita indipendente” che consente di dare direttamente all'utente le somme necessarie ai bisogni, pagarsi 12 ore o 24 ore di assistenza. Il disabile diventa protagonista della sua vita, adesso siamo oggetto di pietismo, compassione, siamo gestiti dagli altri”.

“Vita indipendente – dice ancora Gabriella - vuol dire autonomia”.

Dopo l'annuncio dei tagli, la Villari non ha ricevuto alcuna rassicurazione che il servizio di assistenza possa ripartire: “Il mio è un servizio derivante dalla legge 328, per ottenerlo feci ricorso al Tar con una diffida al Comune e vinsi, mi diedero una fregatura con 30 ore di assistenza, che mi sono dovuta gestire prendendo inizialmente una badante privata, ma all'epoca c'era mio padre, poi mi aiutò una zia, che è morta due mesi fa e adesso non ho più nessuno".

Come lo vedi il tuo futuro?

“Nero – risponde la disabile - povera, sto vendendo parte della casa, con 800 euro di pensione non si può vivere, io spendo più in farmacia che per il vitto. Poi c'è la Tari”.

Cosa può fare subito l'assessorato ai servizi sociali guidato da Peppe Lombardo per te?

“Per me e per gli altri deve ripristinare l'assistenza e pagare gli operatori, la mia operatrice non è pagata da 20 mesi. I soldi ci sono ma temo che vengano utilizzati in altri capitoli di spesa. Che fine fanno i fondi vincolati?”.

Quindi l'appello a Nello Musumeci e al sindaco Salvo Pogliese: “Io ho bisogno di qualcuno che mi aiuti”.

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento