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MAFIA - LE RIVELAZIONI

Il furto ai corrieri calabresi
Il pentito racconta 'la soffiata'

d'arrigo, verbali, pentito

I retroscena della malavita svelati dal pentito D'Arrigo.

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CATANIA - Da San Giovanni Galermo arrivavano i soldi dello spaccio. Marco Battaglia ed Enzo Zuccaro, entrati a pieno titolo nei Santapaola, avrebbero pagato profumatamente Picanello.  Lorenzo Pavone firma l’accordo e Giovanni Comis continua. Marco Battaglia teneva contatti diretti con i trafficanti calabresi. E acquistava consistenti quantitativi di polvere bianca. Il trafficante, anche per alcuni problemi alla vista, ha sempre avuto un autista al suo servizio. Nel 2016 ci sarebbe stato Salvatore Sgroi. “Ci ha fatto fare la rapina ad un corriere calabrese che gli portava la droga. Glielo ha detto a Enzo Dato e Giuseppe Russo del giorno che arriva questo qui”, racconta il pentito Antonio D’Arrigo. Il mensile "S" in edicola contiene tutti i verbali.

Il furto sarebbe stato commesso a gennaio 2016. I tre avrebbero rapinato il corriere e recuperato un bottino di 76 mila euro. “Io, Giuseppe Russo ed Enzo Dato abbiamo preso 20 mila euro a testa, la rimanenza a Salvo Sgroi”. Ma i due compagni di gruppo avvertono il pentito: “Gennarino ti raccomando… non parliamo con nessuno… perché questi soldi sono anche di Giovanni Comis. Perché se lo sa ci taglia la testa…” E ci sarebbero stati problemi dopo il furto. A Marco Battaglia è arrivato un avvertimento: “I calabresi hanno detto: ‘aspetta…. per levarci i soldi a quello che vi ho mandato io… voialtri ci avete dato i soldi, subito dopo ce li hanno levati. Si vede che è uno interno della tua famiglia”. D’Arrigo fa un pensiero a voce alta: “Sino ad oggi non si è saputo ed oggi si saprà, chissà cosa succederà?”.

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