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"Dissesto? Recuperare l'evaso"
La nota della sinistra Pd

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Al centro del dibattito la riscossione della Tari.

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CATANIA - Il dissesto del Comune di Catania, sulla scorta della sentenza della Corte dei Conti, e’ stato deliberato dal Consiglio Comunale nel Novembre 2018. Al di là dell'attribuzione delle responsabilità tra le varie amministrazioni che si sono succedute dal 2012, data di dichiarazione del predissesto, ad oggi i provvedimenti attuati dall'attuale amministrazione ai danni dei contribuenti, asseritamente dovute alla situazione di dissesto, vessano in ulterior modo i cittadini e ci obbligano ad una seria riflessione.

La TARI è aumentata del ben 14 per cento dove gia’ prima di tale aumento presentava valori degni delle maggiori metropoli, ma senza i benefici e la qualità del servizio di raccolta e smaltimento di queste ultime. Un aumento cosi’ cospicuo, benche’ legittimato dalla normativa relativa ai comuni in dissesto, non puo’ non far riflettere su come la gestione delle casse comunali sia figlia di una visione vessatoria nei confronti di chi le tasse le paga lasciando indisturbate sacche di popolazione non interessate minimamente da tale aumento, o addirittura a cui il pagamento della suddetta tassa non è stato mai richiesto perchè non censiti nell'anagrafe tributaria del Comune.

In un’intervista del primo cittadino a Luglio del 2018 si faceva riferimento ad una mancata riscossione della tassa sui rifiuti pari al 50%, cioe’ la meta’ dei cittadinini catanesi. E’ lecito chiedersi come sia possibile che questi numeri possano esistere al giorno d’oggi con gli strumenti a disposizione e perche’ l’immediato accertamento non sia stata la prima preoccupazione in vista di un dissesto annunciato gia’ a Dicembre del 2018. Si puo’ argomentare certo adducendo che da Giugno del 2018, ossia dall’insediamento della nuova amministrazione, sino a Dicembre dello stesso anno il tempo e’ stato davvero breve, ma la macchina amministrativa poteva certo effettuare dei controlli celeri, mettere in essere tutti gli strumenti informatici e/o investigativi al fine di intercettare gli evasori ed avere una visione della cifra di massima potenzialmente reperibile al fine di garantire un rientro finanziario tale da evitare l’aumento della tassa. Se non l’aumento quantomeno calmierare lo stesso con una percentuale inferiore che sarebbe anche piu’ semplice far rientrare nel giro di un paio di anni cosi’ come promesso sempre dal primo cittadino.

Ci chiediamo come l’amministrazione catanese intenda far fronte al recupero di questo 50% di evasione, con quali mezzi ed in quali tempi, affinchè la tassa possa rientrare su cifre accettabili. Sul fronte dei costi incide sicuramente la percentuale di differenziata ai minimi storici, Catania ultima citta’ italiana con una popolazione maggiore di 200 mila abitanti con un 8,7% (dati ISPRA 2018), il conferimento quasi per intero dei rifiuti in discarica e di conseguenza il contratto con la ditta che si occupa della raccolta.

Come intende procedere il Comune su questo fronte, quale il piano per arrivare al 50% minimo stabilito dalla direttiva europea per il 2020? Sappiamo che il recupero ed il riciclo dei materiali porta a costi minori di smaltimento ed un recupero di risorse economiche possono incidere sulla diminuzione della TARI. Quali i tempi perche’ finalmente Catania possa essere annoverata tra i comuni virtuosi e non fra i piu’ sporchi considerando anche l’incremento delgi ultimi anni del turismo di massa cui una buona pubblicita’, il passa parola tipico tra i viaggiatori, puo’ portare benefici sia in termini economici con ricadute positive su un’economia precaria e spesso non trasparente nei confronti dei lavoratori.

Per tutti i motivi sopra illustrati il gruppo dei Progressisti Dem del Partito Democratico di Catania chiede all'Amministrazione del Comune di Catania ed al Sindaco di organizzare un tavolo di confronto per affrontare in maniera seria ed urgente le problematiche in questione.


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