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la sentenza del gup

Il pizzo in diretta ad Ognina
Estorsione, due condanne

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L'inchiesta parte dalle dichiarazioni del pentito Antonio D'Arrigo.

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CATANIA - I poliziotti lo hanno beccato lo scorso 20 luglio, in piena estate, con le mani della marmellata. Aveva in tasca 210 euro: i soldi li aveva consegnati un negoziante di ferramenta. Il pizzo, insomma. Il commerciante lo versava al clan Santapaola da quasi 20 anni. Francesco Sansone è stato arrestato (in flagranza) a Ognina. Alcuni giorni dopo scattarono i fermi nei confronti di Giovanni Frazzetta, e Armando Pulvirenti. Frazzetta poi è stato scarcerato.

Oggi, 9 mesi dopo l'arresto, è arrivata la sentenza di primo grado emessa dal Gup Santino Mirabella per i due imputati che hanno optato per il rito abbreviato. E cioè Sansone e Pulvirenti. Il Gup li ha condannati a 9 anni, 10 mesi, 20 giorni e 10 mila euro di multa. Frazzetta, invece, sta affrontando il processo ordinario: nell'ultima udienza è stato ascoltato il poliziotto Giuseppe Tomarchio dell'Antiracket della Squadra Mobile, che ha spiegato la genesi e lo svolgimento dell'inchiesta, e anche la vittima.

L'inchiesta, coordinata dal pm Rocco Liguori, è partita dalle dichiarazioni di Antonio D'Arrigo che ha fornito precise indicazioni sull'esercente stretto dalla morsa del pizzo. Il commerciante avrebbe iniziato a versare 400 mila lire già nel 1999. Con il passaggio alla moneta unica, la somma mensile da versare sarebbe diventata 210 euro. La stessa somma trovata nelle tasche di Sansone. Doppiamente incastrato.

 


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