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Attaguile detta la linea
“Centrodestra a guida Salvini”

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Il candidato a tutto campo su Bruxelles, Roma e Palermo.

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CATANIA – Spilletta di Alberto da Giussano sul bavero della giacca e una fede autonomista ancora viva: l’ex deputato Angelo Attaguile lancia la sfida per un posto a Bruxelles.  Il primo leghista siciliano, “stregato” cinque anni fa da Giancarlo Giorgetti, traccia la strada da imboccare: un centrodestra unito capitanato da Matteo Salvini.  E spiega la sua folgorazione sulla via di Pontida dopo una vita politica trascorsa sotto l’egida dello scudocrociato e la colomba autonomista.

 

Onorevole, partiamo dai malumori che hanno caratterizzato questi giorni.  Qual è lo stato di salute della Lega in Sicilia?

Io posso dire che lo stato di salute della Lega quando l’ho lasciata io era ottimo. Infatti, abbiamo conseguito un grande successo, anche se non è scattato il seggio in Senato della Sicilia Orientale perché i grillini hanno fatto il pieno dei voti, però, c’è stata una notevole testimonianza di fiducia nei confronti di Salvini.

 

La sua folgorazione sulla via di Pontida come nasce?

Nel 2014, appena insediato in Parlamento, mi ha avvicinato Giorgetti, allora capogruppo della Lega, chiedendomi se aderivo alla Lega visti anche i precedenti che c’erano stati tra Mpa e Bossi.  Io ho riflettuto e ho maturato dentro di me una risposta positiva perché sono un autonomista, e lo sono addirittura prima ancora di essere democristiano perché ho avuto l’onore di conoscere Don Sturzo e me ne sono innamorato da bambino. Lui che era un autonomista veniva ad Acireale non andava a Caltagione si fermava al collegio Pennisi.

 

Mi dica.

Mio padre era un ex allievo del Pennisi, un cattolico e un devoto mi portò a incontrare Sturzo. La sua lezione sull’autonomia mi ha fatto innamorare. Da autonomista ho fatto una riflessione e ho detto a Giorgetti “se voi mettete nel simbolo Lega Nord e autonomie  io aderisco”. Mi ha detto di sì e di portare la bandiera della Sicilia per collocarla nella sala riunioni del gruppo: ecco come ho aderito. Siccome la politica la faccio per passione, e faccio programmi politici prima che elettorali, ho dato la mia disponibilità a Giorgetti.

 

Poi?

Maroni è stato sostituito da Salvini che mi chiamò. Ci siamo confrontati a lungo e io lo misi  subito alla prova dicendo che avrei ripreso il progetto del ponte sullo Stretto facendone un cavallo di battaglia. Lui mi ha dato il suo ok dicendomi però che l’avrebbe sostenuta soltanto se si fosse reso conto che si trattava di una cosa utile, ma che io potevo sostenerla anche a nome della Lega: questo è stato un segnale positivo.

 

Poi c’è stata la svolta nazionale della Lega.

Certo. Abbiamo iniziato un lavoro enorme, Matteo mi ha dato la responsabilità da Roma in giù per tutto il Meridione. Poi ha costituito “Noi con Salvini” nominandomi segretario nazionale. Ho svolto il mio ruolo ottenendo bei risultati. I deputati pugliesi oggi si riconoscono in me. Lo stesso in Campania.

 

Oggi lei è un punto di riferimento?

Lo sono stato

L’uomo forte della Lega in Sicilia. No?

Sì.

Parliamo delle proposte che porterebbe avanti al Parlamento europeo con ricadute importanti sulla Sicilia e sul Meridione.

Se dovessi rappresentare la Sicilia al Parlamento europeo non c’è dubbio che per prima cosa avanzerei richieste di attenzione per l’agricoltura, un settore molto delicato che purtroppo soffre anche per le direttive della comunità europea.

 

Come.

Se il mercato non viene difeso, entrano nel mercato arance non di qualità ma a basso prezzo: chiaramente l’agricoltura isolana non si può reggere. Potrei richiedere delle zone franche per la Sicilia e per la Sardegna (che ha avuto il problema del latte) che possano aiutare a superare questo momento difficile e dare un aiuto a questi settori anche se sono inseriti in Paesi ricchi a differenza di altri paesi ma che hanno bisogno di essere tutelati.

 

Parliamo di immigrazione.

Sì.

 Vi accusano di andare a braccetto con chi in realtà non si vuole fare carico dell’accoglienza dei migranti. Qual è la proposta della Lega?  Come farete a convivere con chi in fase distribuzione di quote non vuole fare la propria parte?

Questo è un problema che sola la comunità europea può risolvere. Però non si può dire ne parliamo, si rimanda e poi quando ci sono gli sbarchi, che purtroppo erano (sono diminuiti) giornalieri, non c’è nemmeno il tempo di programmare una politica.

Una politica di accoglienza?

Una politica per intervenire. Penso agli strumenti di distribuzione a livello europeo. Anche io sono molto amareggiato quando vedo bambini e persone che devono sbarcare e purtroppo restano fermi sulle navi. Il legislatore certe volte però deve essere duro perché il problema va affrontato una volta per tutte.

Parliamo di pesca.

Sulla pesca ci sono delle direttive europee assurde. Penso a quello che riguarda la pesca del tonno: serve un riordino. I pescatori sono ancora più penalizzati degli agricoltori perché mettono a rischio anche la loro vita quando vanno in mare a pescare.

Si prevede un risultato molto positivo della Lega alle europee.  Secondo lei si andranno a ridiscutere i rapporti interni alla maggioranza di governo a Roma? E a Palermo?

Ridiscutere il risultato non penso dipenda dal voto delle europee che ha una valenza diversa da quello delle politiche. Lo abbiamo visto con il Pd che aveva preso il 40% e in meno di un anno si è polverizzato. Invece, penso si debba verificare problema su problema, momento su momento la tenuta della coalizione.

 

In che senso?

Una coalizione che finora è andata avanti per necessità. Diversamente si sarebbe sciolto il Parlamento. Bisogna rivedere il programma: non è un’alleanza politica ma programmatica. C’è un’agenda con dei temi da affrontare. Affrontata quota 100, nostro cavallo di battaglia, e la sovvenzione (la chiamo così) per il lavoro dei grillini penso che tante cose non si risolveranno: ci si scontra nelle piccole cose.

 

Lei auspica un ritorno della coalizione di centrodestra?

Sì, ritengo si debba tornare a un centrodestra diverso non più guidato da Berlusconi ma da Salvini. Cosa che si sta tentando alla Regione siciliana.

 

Mi dica.

Chi parla oggi dell’appoggio di Genovese ad Attaguile. Guardi, io ho dato sempre ho portato avanti le azioni politiche di cui ero convinto. Non c’è dubbio che c’è uno spostamento: una coalizione che si sta facendo di centrodestra guidata da Salvini. Se poi c’è il voto dell’amico di Genovese, penso che l’amico di Genovese sia libero di votare per me se lo vuole. Il voto è libero perché questo voto non è condizionato, ma dettato da una linea politica. Il giovane Genovese, che penso non debba pagare per le colpe del padre ammesso che ci siano, è pronto per una politica di centrodestra e, se insieme a Musumeci ed altre forze politiche stanno realizzando un centrodestra capeggiato da Salvini, penso stia facendo una mossa giusta nei confronti non di Attaguile ma della Lega.

Una Lega in grado di egemonizzare questo processo alla luce delle percentuali che miete? 

Sì.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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