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Pulizia, "decoro ai minimi storici"
L'interrogazione di Bonaccorsi

, Cronaca

Il consigliere del Movimento 5 Stelle chiede all'amministrazione conto e ragione delle penali applicate alla ditta. La replica di Cantarella.

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CATANIA - Inadempienze nella pulizia della città. Mancanze relative non tanto alla quantità ma alla qualità di un servizio che sembrerebbe non funzionare a dovere. Stando almeno alle parole del responsabile per la corretta esecuzione del contratto con la Dusty, la ditta che si occupa della raccolta e dello spazzamento dei rifiuti, che segnala con una nota interna indirizzata ai sorveglianti della ditta, una nota in cui prende atto della "qualità pessima, assolutamente insufficiente nei risultati, con danno al decoro della città", si legge. Un documento, dove si parla anche di "decoro ai minimi storici", sollecita il controllo serrato delle aree della città per verificare che l'opera di pulizia sia efficace: qualora così non fosse si applicheranno le penali.

Un argomento spinoso sul quale è intervenuto il consigliere del Movimento 5 Stelle, Graziano Bonaccorsi che ha preparato un'interrogazione per per conoscere quante e quali penali siano state applicate dall'amministrazione alla ditta e quali azioni intenda prendere l'amministrazione per invertire la rotta. "Siamo la città dei paradossi - scrive su Facebook. La situazione è grave - tuona Bonaccorsi - con una città sporca e la tassa sui rifiuti alle stelle".

Le penali, però, sarebbero già applicate. E con regolarità. "Non tutte le contestazioni che eleviamo alla ditta si trasformano in sanzioni - spiega l'assessore comunale all'ambiente, Fabio Cantarella. Richiami e segnalazioni sono quotidiani - prosegue - ad esempio, stamattina, ho segnalato la necessità di intervenire prima per la pulizia del viale Africa. Purtroppo la storia è sempre quella - aggiunge - dii un appalto che non abbiamo predisposto noi e che presenta tantissime criticità". Sulle quali il Comune starebbe intervenendo.

Cantarella evidenzia anche come gli addetti alla raccolta e allo spazzamento abbiano tempo a disposizione per intervenire dopo i richiami da parte dei sorveglianti. "Se non intervengono allora scattano le penali" - ribadisce l'assessore che non nega l'esistenza del problema. Tutt'altro. Ma sottolinea anche le difficoltà dovute, oltre all'appalto stesso, al pendolarismo dei rifiuti e all'esistenza di tantissime microdiscariche. "Ne abbiamo contate 151 al giorno - dice: dobbiamo impedire che si formino e che si riformino dopo gli interventi di pulizia. Gli enti locali non possono farcela da soli - incalza - e bisogna scongiurare il malcostume che vede i cassonetti ai confini della città  ricolmi di rifiuti provenienti da altri comuni". Sarebbero 30 mila le tonnellate di spazzatura prodotta altrove e smaltita a Catania, per un costo di 3 milioni di euro circa che pesa sulle tasche dei catanesi. Un dramma aggravato dalla dissoluzione delle province,

"Le penali comunque le eleviamo - conclude Cantarella - per importi che possono aggirarsi un mese intonro ai ventimila euro, un mese quindicimila. Ma le applichiamo e scorporiamo dalle fatture".


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