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verso il voto europeo

Giuffrida: "Più Europa in Sicilia
Con Zingaretti un partito nuovo"

, Politica

Intervista alla deputata uscente, che punta a restare a Bruxelles.


CATANIA - Onorevole Michela Giuffrida, un secondo mandato in Europa tra le fila del Partito democratico per concludere quale missione? “Girando la Sicilia in questi giorni, continuando a farlo come ho fatto in questi cinque anni – dice a Live Sicilia – sottopongo una riflessione a chi viene agli incontri: noi abbiamo dei capi lista in Sicilia (Berlusconi per Forza Italia, la Meloni per FdI, Salvini per la Lega) che certamente verranno eletti. Ma lavoreranno per noi siciliani? Cosa conoscono di questa terra? Io chiedo un voto, e mi presento con la mia faccia, la mia storia e il lavoro che ho fatto in questi cinque anni. Chiedo di continuare a farlo ma i frutti sono già arrivati”.

Qualità della presenza a Palazzo Spinelli. Spiega Giuffrida: “Credo che di me non si possa dire ‘non è mai stata a Bruxelles’ o ‘è stata poco presente’. Per cinque anni ho curato questa terra. Sono arrivati i riconoscimenti: la condizione di insularità è realtà per quanto riguarda l’Europa, poi tocca e toccherà alla Regione siciliana e al governo azionale renderla operativa. Cosa che non è stata fatta”.

Quello europeo sarà un test importantissimo per Zingaretti. Dove arriverà il Partito democratico in questa tornata? “Noi abbiamo un nuovo segretario che sta costruendo un nuovo partito, che deve assolutamente ripartire senza dimenticare gli errori fatti in passato – spiga l’europarlamentare dem – Ma ripartire forte di un consenso che quello che la gente ha dimostrato alle primarie, dove un 1milione e settecentomila persone sono andate a votare per questo segretario. Assieme a Zingaretti dobbiamo costruire un partito che non sia quello delle correnti. E sia il partito della meritocrazia, il partito nel quale ciascuno ha un compito e nel quale l’interlocutore è sempre il cittadino e l’elettore. Il futuro del Pd passa attraverso le persone che ci credono”.

Cosa dovrebbe fare il Pd per non essere più percepito con il partito del sistema? “Non credo che sia percepito così – puntualizza Michela Giuffrida – Se guardiamo agli altri partiti, dove c’è un uomo solo al comando o dove ci sono delle entità neanche conosciute che dànno le indicazioni e dettano l’agenda a quelli che sono i militanti e qui esponenti stessi del movimento, posso dire che il Pd è un partito che discute, dove c’è una dialettica che è stata anche esagerata e ha creato divisioni. Il Pd è il partito che difende i cittadini e i loro interessi. Quello che sta accadendo a livello nazionale lo vediamo, è un vero e proprio disastro: abbiamo l’economia che precipita e per pil siamo l’ultimo paese d’Europa. I dati erano altri quando noi governavamo questo paese. I sondaggi – conclude Giuffrida – ci dànno in risalita, perché la gente si sta accorgendo dell’errore che ha fatto”.


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