Live Sicilia

mafia

La nuova geografia di Cosa nostra
"Borgo è passato con Picanello"

mafia, le rivelazioni di D'arrigo, pentito mafia santapaola picanello

Le rivelazioni di Antonio 'Gennarino' D'Arrigo.

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA - C’è un episodio che non è mai emerso nelle inchieste. E che è rimasto custodito nel cassetto dei segreti di Picanello. È un passaggio però cruciale per comprendere anche nuovi assetti mafiosi, che avrebbero radici proprio in quegli anni.
Dobbiamo fare un salto indietro. Prima del blitz Fiori Bianchi. Il pentito Antonio D’Arrigo, le cui rivelazioni sono pubblicate in esclusiva sul mensile S in edicola, dice che tra “il 2012 e inizio 2013 in piazza Nettuno c’è stata una sparatoria”. Nel mirino sarebbero finiti i Bonfiglio, molto legati a Nuccio Ieni (boss del Borgo, nelle file dei Pillera-Puntina). Gennarino parla della spedizione punitiva mentre descrive il peso criminale di Giovanni Tosto, detto ‘u ragno”: “È stato proprio lui a sparare”.

I Bonfiglio, padre e i figli Davide e Cristian, avevano un camion dei panini in piazza Nettuno. Vicino alle giostre. Ad organizzare tutto sarebbero stati Lorenzo Pavone, il capo all’epoca, e Davide Battiato, che “era quello che pizzicava a Lorenzo per lo stupefacente”. I Bonfiglio avrebbero venduto droga a Picanello, ma “non avrebbero potuto farlo perché facevano parte di un’altra famiglia”. E D’Arrigo svela un passaggio storico: “Questi prima erano col bassotto (nomignolo proprio dei Bonfiglio, ndr), poi sono passati con Vittorio Puglisi, che Vittorio Puglisi era col ‘Borgo’ e dopo il Borgo è passato con Picanello, c’è una grande storia lì”. I Puglisi non sono da confondere con i “zicchinetta” di Picanello, quelli che “hanno la piazza di spaccio al campo scuola, tra via Vezzosi e via Timoleone”. Chiusa la parentesi di geografia mafiosa, Gennarino torna a parlare della sparatoria.

Davide Bonfiglio, uno dei bersagli delle pallottole, è deceduto qualche tempo fa in un incidente stradale. Il corteo funebre a lui dedicato è stato al centro delle cronache giornalistiche, perché la bara sostò di fronte al bar della figlia di Nuccio Ieni, a pochi passi dalla Questura di Catania. Il locale chiuse per alcuni giorni. Bonfiglio, infatti, un po’ di tempo prima era stato fermato in auto insieme al boss Ieni. Quindi c’è un legame diretto tra i Bonfiglio e il Borgo. Ma nel passaggio “del Borgo a Picanello” c’è un altro tassello che Gennarino fornisce alla magistratura. Il salto temporale ci fa arrivare al 2010 e 2011. Ci sono alcuni nomi storici del clan Pillera del Borgo, come Fabrizio Pappalardo, “che con Turi Pillera, ‘cachiti’, andava d’accordo”. Ci sarebbe stato un affare del Borgo in cui sarebbe stata coinvolta una nota attività di Ognina. “Questa cosa qua era una cosa combinata con Picanello - spiega D’Arrigo - I soldi li dividevano tutti e due”. E da qui poi ci sarebbe stato il transito. Un passaggio, mafioso, storico.

Continua a leggere sul Mensile S


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento