Live Sicilia

verso il voto

La sfida dell’ex iena Giarrusso
“Voglio cambiare l’Europa”

5stelle giarrusso europee

Il candidato pentastellato a tutto campo.

 

VOTA
0/5
0 voti

CATANIA – Completo total black da “Iena” e lingua affilata: Dino Giarrusso non le manda a dire.  Si candida per rappresentare il territorio catanese e non solo. Giarrusso, ex volto noto del piccolo schermo e militante grillino della prima ora, traccia un bilancio dell’operato degli uscenti e dice la sua sul Movimento, sul Pd e sull’Europa. Smaltita la delusione per la mancata elezione a Montecitorio la “Iena” Giarrusso è pronta a rigettarsi nella mischia della contesa elettorale.

Giarrusso, lei ha ottenuto un buon risultato alle europarlamentarie ed è pronto a contendersi “un posto al sole” in Europa. Su quali temi verterà la sua campagna elettorale?

“Un posto al sole” è la soap che guarda mia madre da tanti anni. Scherzi a parte, mi piacerebbe rappresentare il mio territorio al Parlamento europeo. Può sembrare una cosa retorica o scontata: non è così. Penso che il dovere di ogni portavoce sia veramente quello di portare la voce e quindi le istanze, i problemi e le proposte che provengono dai territori.

Finora come se la sono cavata i portavoce del Movimento e gli eurodeputati uscenti dei vari partiti?

Sarà sincero. Noi abbiamo un eurodeputato uscente, Ignazio Corrao, che merita di essere riconfermato e che ha faticato tanto per rappresentare due regioni complesse come Sicilia e Sardegna. Mi piacerebbe moltissimo dargli una mano. Chiaramente se andassi al Parlamento europeo rappresenterei tutta la Sicilia e tutta la Sardegna, ma è evidente che io sono catanese ed è chiaro che sarebbe un sollievo per tutti avere più rappresentati del Movimento: Corrao per la Sicilia Occidentale e io per quella Orientale. Detto ciò penso che Catania abbia bisogno di un eurodeputato anche perché vedo che ci sono state molte carenze negli utili anni.

In che senso?

Onestamente non penso ci siano stati deputati europei che abbiano fatto faville. L’unico che forse ha fatto qualcosa, anche se viene da un partito che rifuggo totalmente, è La Via che non è stato neanche ricandidato. Mi auguro che i catanesi diano fiducia a un catanese.

Lei e il Movimento partite da posizioni che potremmo definire euroscettiche?

E’ un’ottima domanda. Spesso il giornalismo italiano si avvale di scorciatoie semantiche per spiegare concetti molto complessi. Io non mi ritengo euroscettico ma eurocritico.

Si spieghi

Nel senso che l’Europa in sé non è né bene, né male. Anzi potenzialmente è bene. Il modo in cui è stata gestita l’Europa, soprattutto dall’avvento della moneta unica in avanti, è stato un male perché ha penalizzato fortemente l’Italia. In pochi ricordano che quel cambio a quasi duemila lire è stato uno schiaffo sonoro per il nostro paese. E’ uscito recentemente un libro, scritto da un tedesco per cui non è tacciabile di partigianeria filo italica, che riporta una statistica: ogni cittadino tedesco da quando c’è l’euro ha guadagnato circa 50000 euro in più. In coda alla classifica gli italiani che a testa dall’avvento della moneta unica hanno perduto 77000 euro a testa in media. Questo è un esempio.

Poi?

Ci sono altri problemi. Quando l’Europa con un tratto di penna sceglie di importare l’olio tunisino e poi se lo lavoriamo in Italia risulta italiano: è un problema non solo per i nostri agricoltori che devono sottostare a tutta una serie di regole relative alla concimazione, agli antiparassitari, alla paga dei braccianti, allo smaltimento dei rifiuti. Tutto ciò fa lievitare il costo dell’olio.

Con quali risultati?

Se tu importi da un paese che non sai come tratta i lavoratori e le materie prime fai un doppio danno: quell’olio ovviamente costa meno perché non si rispettano le regole ed è una tattica suicida. Lo stesso vale per le arance. L’Europa può incidere molto, ma finora è stata ad asse franco-tedesca (da un punto di vista geografico) e ad asse Ppe-Pse (da un punto di vista politico) così ci ha trattato da Cenerentola.

A proposito di regole, lo stesso riguarda le delocalizzazioni. No?

Sì questo riguarda in parte l’Europa, ma in parte le regole italiane. Una delle ottime cose contenuto nel decreto dignità è che non si può più fare come in passato quando le aziende ricevevano contributi pubblici e dopo pochi mesi delocalizzavano e trasferivano tutto in altri paesi in cui il costo del lavoro era più basso. Il problema che ha aperto è un altro: la tassazione molto diversa in alcuni paesi europei ha portato le aziende italiane a trasferire la loro sede fiscale, in alcuni casi anche la produzione. Questo deve finire.

 

Ci fa un esempio?

Le grandi multinazionali dell’economia 4.0 fatturano in Italia miliardi di euro e pagano tasse quasi pari a zero quando un lavoratore italiano che guadagna mille euro al mese paga il 20% di tasse: questo non può esistere. E’ un problema europeo.

A Roma siete alleati della Lega e adesso alle europee vi fronteggiate su fronti opposti, o quasi. Non pensa che il Movimento finora sia stato un po’ compresso dalla Lega e abbia subito una sorta di egemonia “verde”.

No, secondo me è vero il contrario. Mi piacerebbe dire che non siamo alleati, ma c’è un contratto di governo che il Movimento ha sempre rispettato. Da un punto di vista politico: otto provvedimenti e mezzo del governo hanno la firma del Movimento Cinquestelle. Parlo del reddito di cittadinanza, dello spazzacorrotti, del decreto dignità. Uno e mezzo, cioè il decreto sicurezza, è a firma Lega e quota 100 è sempre stato un provvedimento caro a entrambi. Da un punto di vista politico l’egemonia del Movimento è evidente e anche il rispetto del contratto Da un punto di vista comunicativo e mediatico, la Lega sta avendo un vantaggio competitivo dovuto secondo me a quanto è marcio e poco libero il sistema della stampa italiano.

Lo dice da giornalista?

Lo dico da giornalista e quindi mi arrogo il diritto di dirlo. Le faccio un esempio molto semplice.

Prego

In questo paese per mesi si è fatta una narrazione legata al titolo di studio di Luigi Di Maio che è un ragazzo diplomato con il massimo dei voti al liceo classico e poi si è iscritto all’università sostenendo alcuni esami ma non l’ha terminata anche perché a 25 anni è diventato parlamentare. Nella vita ha fatto tanti piccoli lavoretti, insomma conosciamo la carriere di Di Maio che secondo me è un bravo politico oltre a essere una brava persona. Su questo è stata fatta una narrazione tendenziosa, lunga, pesante come se fosse l’unico politico sprovvisto della laurea o di un titolo di studio. Recentemente alla guida del Pd è stato eletto un signore che si chiama Nicola Zingaretti che è anche il presidente della Regione Lazio: non ha mai fatto un giorno di lavoro in vita sua. Non sappiamo neanche se sia diplomato, pare abbia frequentato un istituto per odontotecnici. Ma pare non abbia mai esercitato la professione di odontotecnico né alcuna professione: è un signora che ha solo preso soldi dalla politica. Soldi pubblici dal partito, quando c’era il finanziamento pubblico ai partiti, e poi soldi pubblici in quanto ha rivestito molte cariche. L’ultima è la presidenza della Regione Lazio.

Cosa che non costituisce un reato.

Assolutamente, non ho parlato di reato infatti. Ho fatto un esempio di come la stampa italiana usi due pesi e due misure per raccontare due situazioni simili.

Non è che la impensierisce la svolta a sinistra di Zingaretti? Lei ha fatto degli esempi utilizzati da altri che prima guidavano il partito e avevano una cultura politica molto distante da quella di sinistra.

Cosa ha di sinistra il Partito Democratico? Parliamo di un partito che ha cancellato l’articolo 18, ha distrutto la scuola italiana con un provvedimento che ha scontentato tutti (e adesso il governo sta correndo al riparo), che con il Jobs act ha cancellato i diritti dei lavoratori e non ha provveduto al salario minimo.

Quindi non ci sarà nessuna svolta?

Da giovane votavo per partiti legati al centrosinistra. Il mio idolo politico si chiamava Enrico Berlinguer e poneva come primo problema la questione morale. Avete visto cosa è successo in questi giorni in Umbria? E non solo. Questo è un partito che di sinistra, a mio parere, non ha assolutamente nulla: non è vicino alle persone né ai più deboli. I più se ne strafrega dell’etica. Nel Movimento al primo e unico caso non di condanna ma di sospetto su Marcello De Vito, consigliere comunale romano, prima di aspettare una sentenza è stato espulso dal partito. La presidente della Regione Umbria si è dimessa da sola. Zingaretti non ha avuto nemmeno la forza di cacciarla perché il Pd (a parte qualche brava persona) è diventato clientelare e usa le stesse parole che usava Berlusconi quando aveva  problemi giudiziari.

Lei pone una questione politica

Un questione etica, sociale e politica.

Restiamo in tema di espulsioni, anzi di persone messe da parte: Clementina Iuppa. E’ stata una presa di posizione troppo dura?

Sicuramente mi dispiace molto da un punto di vista umano e parliamo di un’attivista storica. Ma non discuto le scelte prese dai vertici. Evidentemente qualcuno ad arte, perché secondo me è stata una polpetta avvelenata, ha tirato fuori una cosa vecchia di tre anni fa. Immagino che ci sarebbe stata una campagna elettorale concentrata su un post di Facebook di tre anni fa e penso che per questa ragione si è fatta questa scelta. E poi vorrei dire una cosa.

Dica

Nonostante l’allontanamento, Clementina, con grande maturità, continua a sostenere il Movimento: questo è un grande esempio e vuole dire che è una persona che crede nei valori del Movimento e che non si è avvicinata per ragioni di opportunismo.

C’è altro?

Sì. Ci tengo a dire una cosa: queste elezioni Europee saranno molto importanti per chi ha a cuore il cambiamento sia da un punto di vista politico sia simbolico. Un buon risultato soprattutto in Sicilia e in Sardegna confermerebbe la solidità del Movimento. Ma anche da un punto di vista pratico perché molti catanesi non sanno quanto sia importante l’Europa nella loro vita quotidiana. Alcune scelte relative ad agricoltura, turismo, ambente e finanziamenti europei sono strettamente correlate a quello che succede nel Parlamento europeo. Finora gli italiani sono stati troppo timidi in Europa: io vorrei fare contare di più la mia terra.

 

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php


Segnala il commento