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Orazio Pino, da killer a pentito
Tutto sull'ex collaboratore ucciso

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Storico capo del gruppo del Malpassotu di Misterbianco.

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CATANIA - È stato ucciso, a Chiavari, Orazio Pino. Non si sentiva parlare di lui da un pò di tempo. Tra gli anni 80 e 90 è stato uno dei killer più efferati di Cosa Nostra. Vicinissimo al Malpassotu, il boss Giuseppe Pulvirenti. Quando nel 1989 Mario Nicotra, u Tuppu, venne ammazzato nella cruenta faida per la governance mafiosa di Misterbianco, Orazio Pino prese il suo posto. Ed ora mentre gli investigatori della Squadra Mobile di Genova stanno cercando di capire chi ha freddato l’ex collaboratore di giustizia catanese, a Misterbianco la notizia si diffonde velocemente. E chi ha vissuto gli anni della mattanza, dei 1500 morti ammazzati in dieci anni, conosce bene Orazio Pino. Spietato e sanguinario.

Ma per essere nella squadra del “Malpassotu” dovevi essere pronto ad uccidere. E nel curriculum criminale di Pino sono tanti gli omicidi: decine. Come mandante e come sicario. Giovanni Di Mauro, uno dei pentiti di Misterbianco, scelse di collaborare con la giustizia perché convinto che Orazio Pino aveva messo una taglia sulla sua testa. E allora prima di essere ammazzato decise di vuotare il sacco. Ed è grazie ai pentiti come lui che Pino e i suoi soldati di Misterbianco finirono nei guai. Finì in cella nei primi anni ’90. E mentre si trovava dietro le sbarre arrivarono tante inchieste e tanti processi. Quando sentì la parola ergastolo pronunciata dal presidente della Corte d’Assise qualcosa si smosse e Orazio Pino decise di voltare le spalle alla malavita. Chi lo conosce bene è convinto che sia lui quello che ha convinto Giuseppe Pulvirenti a fare il salto del fosso ed entrare nel programma di collaborazione. Quel pentimento segnò la fine del gruppo mafioso del Malpassotu, storicamente braccio armato dei Santapaola.


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