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Dissesto e "Salva Roma"
Cantarella: "no a favoritismi"

Catania, comune di catania, lega, matteo salvini, Politica

Anche il sindaco Pogliese interviene: "Legare l'intervento del governo non solo alla Capitale  - dice - credo sia un atto di buonsenso".

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CATANIA - Enti locali in dissesto e "Salva Roma". Sulla discussione che tiene banco tra i vicepremier Di Maio e Salvini sul decreto per aiutare economicamente la Capitale, interviene l'assessore comunale leghista, Fabio Cantarella.  "Il richiamo di Salvini è quanto mai opportuno. Non abbiamo nulla contro Roma ma non possiamo accettare un trattamento differente per Catania e gli altri comuni in difficoltà" - afferma Fabio Cantarella, responsabile enti locali della Lega in Sicilia e assessore alla sicurezza del capoluogo etneo.

"Non è possibile affrontare una questione così complessa pensando alle convenienze politiche - continua Cantarella - o per aiutare in base al colore dell'amministrazione comunale". "Mi aspetto che prevalga il senso di responsabilità e che si pensi non solo alla Capitale ma anche a Catania e a tutti gli altri comuni in situazione di dissesto, attivando tutti i meccanismi possibili, in sede di governo e legislativa, di alleggerimento dei gravami e dei vincoli del debito che impediscono il proficuo buon andamento dei servizi ai cittadini", conclude l'esponente della Lega in Sicilia.

Anche il sindaco Pogliese interviene. "Legare l'intervento del governo non solo alla Capitale credo sia un atto di buonsenso per fronteggiare situazioni come quella di Catania che gli attuali amministratori hanno ereditato dai loro predecessori" - afferma.

A dicembre il Consiglio comunale ha dichiarato il dissesto economico finanziario: un passaggio ufficiale e già nei fatti dopo la delibera della Corte dei conti a fronte di una voragine da 1,6 miliardi di euro. "Negli ultimi venti anni - ricorda Pogliese - i trasferimenti dalla Stato ai comuni si sono ridotti del 34 per cento mentre quello dalla Regione al Comune addirittura del 67 per cento. A tutto ciò si sono sommate le carenze relative alle riscossioni da parte degli enti in genere e dunque questa in discussione credo sia l'unica strada percorribile per fronteggiare una situazione che riguarda oltre 400 comuni in difficoltà come la città di Catania".(ANSA)


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