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Ramacca, l’invalido senza identità
e la maledizione 'pirandelliana’

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RAMACCA - Alla sua storia, grottesca e pirandelliana, mancava solo la beffa della giustizia. Anzi della malagiustizia. Un invalido civile ramacchese è protagonista di una vicenda che ha dell’assurdo: nel 2016 infatti ha saputo che quindici anni prima gli avevano rubato l’identità. La scoperta è avvenuta per caso: una richiesta al Caf. Da quei controlli è risultato essere sposato con una donna ucraina (quindi bigamo, perché già convolato a nozze), titolare di diversi conti correnti e di aver lavorato come operaio edile in una ditta sconosciuta. Ma la cosa più grave è che il ladro di identità aveva usato i suoi dati per fare raggiri e truffe. Alla denuncia del 57enne è partita un’indagine coordinata dalla Procura di Caltagirone che lo scorso novembre (e quindi due anni dopo l’esposto all’Arma) ha portato all’arresto dei tre truffatori. Ed è così venuta fuori la vicenda che gli stessi carabinieri, nel loro comunicato stampa, avevano definito incredibile.

Nel frattempo però il 57enne ramacchese ha avuto e continua ad avere enormi difficoltà. Anche solo per poter rinnovare la sua carta d’identità. La sua anagrafica civile, fiscale e contributiva è stata alterata e necessità di correzioni. Si attendeva la sentenza per poter operare. Peccato però che la sentenza c’è stata: i tre hanno patteggiato la pena. L’avvocato Turi Manna, difensore del 57enne, ha saputo casualmente che il Gup di Caltagirone ha emesso la sentenza, senza però che la parte offesa fosse regolarmente citata. Il pm ha dimenticato di notificare l’avviso, nonostante la nomina del legale fosse depositata in atti, e il giudice per le udienze preliminari non si è accorto dell’assenza e ha emesso il verdetto.

A quel punto l’avvocato Turi Manna ha immediatamente inviato un’istanza alla Procura generale di Catania e alla Procura di Caltagirone. Questa situazione infatti “aggrava ulteriormente la posizione del mio assistito posto che diverrà ancora più difficile - scrive Manna - procedere alla correzione dei propri dati presso gli uffici anagrafe del Comune di Ramacca, nonché presso gli uffici dell’Inps e della Agenzia delle Entrate”. La Procura Generale, con una motivazione tecnica ben argomentata, ha rigettato. Dalla Procura di Caltagirone ancora nessuna risposta. A questo punto la strada è quella dell’incidente di esecuzione che per legge però si deve presentare quando la sentenza di patteggiamento diventa esecutiva. Si tratta almeno di due settimane. Tra un mese, quindi, salvo “altre magie giuridiche”, lo sfortunato ramacchese potrebbe riavere indietro la sua identità. Altro che “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello.


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