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"La mia vita da massone"
Agen: "Adesso dico tutto"

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Piero Agen, numero uno della Confcommercio Sicilia e capo della super Camera di Commercio del Sud-Est, si racconta al Mensile S.

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CATANIA - Massone dichiarato “ma cattolico”, radicale convinto “fino a quando Pannella c’era con la testa”. Piero Agen, numero uno della Confcommercio Sicilia e capo della super Camera di Commercio del Sud- Est, si racconta
in una lunga intervista pubblicata sul Mensile S in edicola questo mese.
Ligure, ma con quarant’anni di carriera sull’isola, socio di maggioranza dell’aeroporto di Catania, con la mega-operazione dell’imminente vendita di Fontanarossa è, attualmente, tra gli uomini più potenti di Sicilia e chiude un cerchio della sua storia personale e professionale degli ultimi anni.

Un cerchio, il suo, che l’ha visto combattere una guerra senza esclusione di colpi con i vertici di Confindustria Sicilia – il cosiddetto sistema Montante – al cui interno, anche lì, ruotavano massoni, imprenditori, faccendieri e membri delle forze dell’ordine. “Motivo per cui già nel ‘82 mi sono messo in sonno” e contro i quali (quelli gruppo di Montante, ndr) dice di aver “sventato” un vero e proprio “sacco” del più succulento affare che ci sia mai stato sul piatto negli ultimi decenni in Sicilia.

Dottore Agen qual è la sua “obbedienza”?

Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, detto Goi

Com’è entrato nella Massoneria?

Sono stato avvicinato nei primi anni ‘80, come avviene spesso, ma da una persona qualunque, un commerciante di cui posso tranquillamente svelare il nome, perché non c’è più. Il signor Pappalardo, titolare del bar della stazione di Catania. Da lì cominciai a frequentare, il mio era il livello di “apprendista”, tale sono rimasto sempre, non ho mai fatto carriera in massoneria.

E poi cosa accadde?

Che la mia esperienza all’interno della massoneria è durata poco, nel ‘82 mi sono tirato fuori.

Non ci si tira fuori dalla massoneria, chi è massone lo è per sempre.

Mi sono messo in sonno, come si dice in gergo, ne ho preso in sostanza le distanze e c’è stato un momento in cui ho pensato fosse giusto farmi da parte.

Continua a leggere l'intervista sul Mensile S con tutte le rivelazioni sui potenti siciliani


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