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Ecco il nuovo San Marco FOTO
Bonaccorsi, cicerone d'eccezione

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Pochi giorni e tra poco il nuovo ospedale sarà operativo.

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CATANIA - Ancora pochissimi giorni e da venerdì 26 aprile (e fino a domenica 28) l’intero ospedale Santo Bambino di Catania verrà trasferito nel padiglione A dell’Ospedale San Marco, una vera e propria chicca architettonica che ripropone, in modo più evidente all’esterno, il grigio della pietra lavica e il bianco del palazzi del centro storico della città. All’interno somiglia invece a una navicella spaziale ma con corridoi immensi in cui sarebbe facilissimo perdersi se non ci fossero cartelli.
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Composto da tre grandissimi padiglioni collegati tra loro in modo da farne un “pezzo” unico, il San Marco si estende in oltre 100.000 metri quadrati di terreno - tra edifici, strade e parcheggi - a una manciata di chilometri dall’uscita della tangenziale per Sangiorgio. È alimentato da un generatore a gas che potrebbe garantire l’illuminazione a una città di 40.000 abitanti e che forse, in un lontano futuro, potrebbe ripensare al fotovoltaico. Chissà.

Abbiamo avuto la fortuita possibilità di percorrere reparti e corridoi del Padiglione A ancor prima di togliere la plastica da culle, sedie e materassi ed è stato, ugualmente, un tour emozionante lungo il quale siamo stati guidati dal direttore generale facente funzioni Giampiero Bonaccorsi.

Ma qualunque tour che si rispetti inizia dalla porta. Immenso, in altezza e larghezza, l’ingresso principale dell’ospedale sembra infinito: al suo interno quasi si perdono due scale mobili, una serie di colonne bianche e persino il secondo piano in cui è l’illuminazione il vero arredo. Una rampa di scale e ci troviamo in un corridoio immenso che conduce (anche) ai reparti del padiglione A, quello che ospiterà tutti i reparti materno-infantile del Santo Bambino. Cioè Ostetricia e ginecologia, Neonatologia e Utin, Cardiologia pediatrica, diagnostica per immagini e patologia clinica. Nei tre giorni dal 26 al 28 aprile tutti questi reparti verranno trasferiti. Tutti tranne il Pronto Soccorso pediatrico, che rimarrà al Vittorio Emanuele fino al mese di luglio. “Prima testeremo tutti i reparti, quando tutto sarà in linea porteremo anche quello” ha spiegato Bonaccorsi.

Attraversandoli senza pazienti, medici e infermieri le uniche differenze che saltano agli occhi tra i vari reparti sono i colori delle pareti e, di certo, quello di pediatria coinvolge e rilassa di più; quasi ti avvolge con le sue pareti rivestite da una specie di carta da parati in cui qualcuno ha già iniziato a stilizzare le figure dei bambini che verranno. Ma ciò che sorprende in tutti i reparti è la filosofia generale. I dettagli comuni rilevano la differenza di una concezione di spazio a servizio del paziente, ma, ancora meglio, a servizio della salute del paziente. E in questo spazio la reception è il cuore attorno al quale tutto si affaccia: le stanze dei pazienti, le sale comuni, il bagno per i disabili e persino - forse unico esemplare tra i nosocomi catanesi - il bagno assistito. E ancora una chicca: dei graziosissimi (e utilissimi) lavamani sistemati davanti all’ingresso di ogni camera. Anzi, forse ce ne sono anche di più... l’obiettivo è la pulizia che inizia dalle mani e continua con l’assenza dei battiscopa. Dettagli? Sì, ma importanti.

C’è di più. Non ci sono stanze per i medici, ci spiega Bonaccorsi: “Si è qui per assistere i pazienti, non per stare chiusi nella propria stanza”. E sembra strano che la nuova rivoluzione copernicana possa passare da sole sette parole, eppure è così. Si prospetta così.

Abbiamo visto culle blu e verdi, poltrone rosse, sedili gialli e un ingresso immenso che non sappiamo se preferire, architettonicamente parlando, all’ingresso o all’uscita. Tutto questo mentre 200 e più maestranze si stanno dando da fare per completare, in tempo, i tre percorsi clinico-assistenziali necessari per consentire davvero, e non sulla carta, questo trasferimento che è doppiamente importante per svuotare il Santo Bambino e per consentire alla Regione Siciliana di accedere al finanziamento di 96,7 milioni di euro già stanziati, con decreto, dalla Commissione Europea. La conditio sine qua non è l’apertura del San Marco entro fine aprile. Ma se anche la parola d’ordine è “aprire”, questa apertura si potrà fare “solo se in linea con le prescrizioni sanitarie. Sto aprendo un ospedale non una bottega” ha chiosato Bonaccorsi.

Al di là delle perplessità di rito, l’impegno è massimo e tutto fa credere che l’apertura ci sarà e anche in tempo. A pieno regime Catania avrà quattro Pronto Soccorso contro i tre che erano stati previsti dalla rete: San Marco, Policlinico, Garibaldi e Cannizzaro. “Il San Marco - ha spiegato Bonaccorsi - assisterà 80.000 persone della zona di Librino, 40.000 di Misterbianco, una piccola parte del calatino, tutta la zona di Carlentini e Lentini ma servirà anche Paternò e Biancavilla”.

Insomma sembra proprio che il primo bambino a nascere al San Marco sarà proprio del segno del toro.

 


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