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l'intervista

Dall'eolico alle Europee, Lombardo:
"L'autonomia? Serve nuova voce"

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L'ex governatore non parla del divorzio con la Meloni. Ma dà alcuni consigli ai suoi amici sul potenziale matrimonio con gli azzurri.

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CATANIA - Un caffè, anzi un caffè d'orzo in tazza grande, in un piccolo bar a due passi dai colori e dagli odori del mercato di Catania. Raffaele Lombardo è in piena forma. “Non voglio più prendere né caffè, né tè”, confessa prima di sedersi al tavolo. Ai piedi sneakers e sul naso occhiali da sole Ray Ban. La vicenda giudiziaria che si è abbattuta su Vito Nicastri e l’eolico lo ha colpito. Anche perché il nome del re del vento si è intrecciato, diverse volte, con il processo che lo vede imputato per concorso esterno all’associazione mafiosa. Di politica non ne vuole parlare l’ex governatore siciliano. Qualche battuta, però, riusciamo a strapparla. Anche perché al cuore (e la politica è stato il primo amore di Lombardo) non si comanda.

L’inchiesta sull’eolico l’ha sorpresa?

Veramente sì. Non pensavo che il cosiddetto re dell’eolico, cioè Nicastri, di cui ho letto anche tra le carte del mio processo, fosse ancora così capace di incidere sulle Istituzioni.

Lei ha mai conosciuto Nicastri?

Mai.

Lei ha avuto sempre una posizione precisa sull’eolico in Sicilia.

Se permette, e non per vantarmi, se c’è stata una persona che ha bloccato l’eolico in Sicilia sono stato io. Il no all’eolico, irriducibile e immutabile, l’ha detto il mio governo.

È quindi d’accordo con Vittorio Sgarbi?

Più che d’accordo con Sgarbi. L’eolico porta soldi ai grandi gruppi finanziari che non sono siciliani e inoltre deturpa il nostro territorio. Non capisco perché alcune regioni devono salvaguardare il loro paesaggio e noi no. Abbiamo già fatto scempi con l’abusivismo edilizio, abbiamo distrutto l’equilibrio ambientale in tanti posti . Quello che è successo a Giampilieri piuttosto che a Favara non è stato casuale. E allora perché deturpare ancora? A vantaggio di chi? Dei grandi gruppi finanziari? Lei pensa che all’ombra delle pale eoliche possano attecchire aziende agrituristiche? Dove vanno i turisti? Si fanno una passeggiata e ammirano quei mostri?

Come si intreccia Nicastri e il suo processo?

C’era una società, di tale Todaro, che si veniva a raccomandare con me attraverso il geologo Barbagallo. L’assessore all’Ambiente di allora, la mia amica Rossana Interlandi, revocò le autorizzazioni. Todaro fece ricorso al Tar e la Regione ricorse al Cga. In sostanza i parchi di Todaro non si costruirono. Le chiedo: se ci fosse stato un minimo di influenza della mafia, direttamente o attraverso interposta persona, avrei potuto io imprimere questa linea ai miei assessori? E poi non dimenticherò mai il mio no al parco eolico della Ses in provincia di Ragusa. Sa chi c’era dietro quel parco?


Chi?

C’era il signor Scinardo. Uomo che secondo le carte processuali era legato ad Aiello, capo dei Santapaola. Se davvero avessi dovuto avere riconoscenza verso queste persone, avrei mai potuto dire no al parco eolico della Ses? Questa, e molte altre assurdità, sono sicuro emergeranno nel mio processo che ormai vivo da nove anni.

Ha parlato di Ragusa. Le posso chiedere cosa ne pensa di quello che sta accadendo per la Ragusa-Catania?

Non vorrei passare per quello che dice: ve lo avevo detto. Non è che io non volessi la Ragusa-Catania, un’opera da 800 milioni di euro finanziata al 50% con soldi pubblici. Allora ho solo detto che prima di dire sì volevo vedere il piano industriale. C’è stata la rivolta dei sindaci e mi hanno gridato: così passano dieci anni! Mi pare che sono passati dieci anni e siamo ancora qua. E inoltre come prevedevo io, il privato parla di un pedaggio di diverse decine di euro per andata e ritorno. Ma quale lavoratore pendolare può affrontare una spesa del genere? Vuol dire farla nascere morta quella strada. Posso aprire una parentesi?

Prego.   

Si ricorda l’operazione Tirrenia-Siramar. Ci sarebbe da scrivere un libro per come è stata defenestrata la Compagnia delle Isole per consegnare tutto (costruendo un monopolio, che non è consentito dall’Europa, dei trasporti con le Isole minori) alla Ustica Lines dei Morace. Sappiamo come è finita. Anche quella fatta dal mio governo era la scelta giusta.

Cosa ne pensa della cessione delle quote ai privati dell’aeroporto di Catania?

Sulla privatizzazione dell’aeroporto io ho la stessa posizione che avevo nel 2010, nel 2011 e nel 2103. Io sono contrario alla privatizzazione, altri hanno cambiato posizione. Io non credo alla missione salvifica del mercato. Non mi sono convertito al neoliberismo dominante e alla disumana ingiustizia sociale che ne consegue ai sempre più pochi che diventano più ricchi e ai più numerosi che si impoveriscono sempre di più, alla cancellazione del cosiddetto ceto medio. Sono cosi bravi i privati? Li mettano alla prova: rilancino Comiso e Trapani che boccheggiano!

Divorzio con la Meloni?

Abbiamo detto no politica. Non mettiamo insieme capre e cavoli.

Mi dica almeno per chi voterà alle Europee?

Io sono nato quando il dovere di voto era sacro. Di recente ci stati momenti in cui magari il giorno del voto mi sono detto: chi me lo fa fare? Ma è più forte di me, devo per forza andare a votare. Come, quando e perché, glielo dirò prossimamente.

Del pasticcio Forza Itala non ne parliamo?

Ma quale pasticcio! Affronto questa vicenda con una nonchalance infinita. Manca un mese alle elezioni e io sono qui a prendermi un caffè con lei, e me ne sono preso un altro poco fa con un mio amico da un’altra parte. Non sarò coinvolto al 100%.

C’è chi dà lei e gli autonomisti già dentro Forza Italia.

Dico ai miei amici, perché grazie a Dio non dovrò decidere io, non intendo assumermi stavolta questa responsabilità, che se hanno una loro dignità e una loro identità la devono salvaguardare. E allora qualunque scelta va fatta attraverso un patto federativo. Non siamo certamente quelli del 2005 e del 2008. Siamo degli autonomisti sicuramente meno forti di allora, ma niente confluenze. Lo spirito e la passione del 2005 quando nacque il MPA si sono affievoliti. Oggi però mi fa ben sperare l’interesse di molti giovani, volenterosi e preparati, che si incontreranno martedì prossimo a Palazzo dei Normanni. Una voce autonomista deve farsi sentire. E non sento una voce autonomista da diverso tempo. Ci deve essere una voce fortissima contro l’autonomia differenziata.

Facciamo il gioco della torre. Chi butterebbe giù tra Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè?

Ma guardi, se siamo in tre e c’è posto per due, mi butto io dalla torre. Sono due amici che conosco bene. Neppure un nemico butterei giù, preferirei sempre buttarmi io. E comunque oggi vedo torri alte al massimo una cinquantina di... centimetri.

Ultima domanda, perché è cosi contrario all’autonomia differenziata?

Sarebbe la fine dell’Unità che pure tanto danno ha prodotto a noi meridionali e a noi siciliani. In verità la potrei anche accettare ma a patti e condizioni. Direi: Pigliatevi l’autonomia differenziata, fatevene quello che volete, ma dateci l’indipendenza! Ha capito cosa ho detto?


Il messaggio è chiaro.

Allora dateci l’indipendenza. Fate quello che volete, noi ci governiamo da noi. Buona Pasqua!

 

 


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