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Mineo guida “La Sinistra”
“Al Sud si riciclano corrotti”

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Il capolista oggi al porto di Catania lancia il guanto di sfida per un posto a Bruxelles.

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CATANIA – “La Sinistra” riparte da una location simbolica, il porto di Catania, per lanciare la sfida ai sovranisti.  Si sono dati appuntamento al molo di Levante, dove lo scorso agosto tanti catanesi solidarizzarono con i migranti stipati sulla Diciotti, per segnare una differenza sostanziale con le politiche del governo nazionale. “La sinistra”, compagine che tiene insieme svariate realtà civiche, Rifondazione e Sinistra Italiana, capitanata dal capolista Corradino Mineo lancia il guanto di sfida e apre la campagna per le elezioni europee.



L’ex senatore, corifeo dell’arcipelago che si muove a sinistra dei dem, non le manda a dire. “Per me è un modo per tornare a parlare con i siciliani dopo la candidatura del 2013; Bersani mi aveva detto che potevo portare avanti il nostro vecchio discorso (nato a Palermo nei lontani anni 70) contro la mafia come classe non solo come associazione di killer”, esordisce il giornalista. “E invece, subito dopo il voto, il Pd e la giunta Crocetta si sono chiusi a riccio e hanno fatto addirittura quell’alleanza incestuosa con Sicindustria di Montante”, attacca l’ex senatore che lasciò i dem in seguito a questo episodio.

Dalla Sicilia a Roma il discorso non cambia. “Oggi riprendere questo discorso significa attaccare il governo: Siri è accusato di corruzione. Sarà stato corrotto? Non è questo il punto, ma il suo conflitto d’interesse e i rapporti con il prestanome di Matteo Messina Denaro, seppure attraverso questo Arata che però è un importante consigliere di Siri e di Salvini, ci dicono che con il governo del cambiamento non è cambiato nulla”, argomenta. “Siamo alle solite: ricicliamo la peggiore classe dirigente del Sud”, argomenta sottolineando “l’imbarazzo dei Cinquestelle in termini di alleanze”.

Tradotto: “Ci sono voti che possiamo guadagnare a sinistra”. Mineo traccia la via. “Noi siamo per l’Europa senza se, ma quella portata avanti da Monti o dai governi della passata legislatura”, dice. “Noi all’Europa chiediamo un salario minimo europeo, un fondo di solidarietà contro le diseguaglianze, scuola e sanità pubbliche: io penso che per la sinistra sia un buon nuovo inizio”, spiega il giornalista.

Con lui sulle banchine del molo di Levante ci sono altri tre candidati della lista: Matteo Iannitti, Anna Bonforte e Abdelkarim Hannachi. Matteo Iannitti, leader di “Catania Bene Comune” e candidato sindaco nel 2013, commenta la sua presenza in lista. “Sento il senso di responsabilità di rappresentare una sinistra finalmente unita alle elezioni e quella di potere rappresentare le istanze di questo territorio”, spiega. “Nello scenario politico, tanto i Cinquestelle quanto la Lega parlano di invasione: noi siamo in realtà di fronte a una fuga: ci sono migliaia di ragazzi e ragazze che ogni anno scappano dalla Sicilia per andare a cercare lavoro o studiare in altre parti d’Italia o di Europa”, argomenta.

 “Le istituzioni europee e quelle nazionali hanno pensato di costruire un’Europa dove ci fosse qualcuno che emerge e riesce a vincere e milioni di persone lasciate indietro”, dice. E aggiunge. “In Sicilia non possiamo che parlare di questo: ci sono cittadini di serie b che non hanno nulla”, argomenta sottolineando la carica simbolica e politica della location. “Da qua è partito un movimento contro le politiche discriminatorie e per i porti aperti. Inoltre questa è un’infrastruttura straordinaria da valorizzare; partiamo da qui per dire no alle privatizzazioni: in primis quella dell’aeroporto di Catania”, spiega.  Gli fa eco Abdelkarim Hannachi di origine tunisina e cittadino italiano da più di 30 anni.  “E’ importante che anche i nuovi cittadini italiani come me diano una mano per fare crescere questo Paese e l’Europa. Io sto dalla parte delle fasce svantaggiate di tutti i paesi membri”, dice.

Più morbido il giudizio sui competitor di centrosinistra. “Personalmente non mi candido in alternativa a compagni di sinistra che hanno smarrito la strada, ma per cercare di unire il centrosinistra: dicono che abbiamo strade diverse, secondo me la direzione è la stessa ma prendiamo due treni diversi”, sottolinea.  Anna Bonforte, ambientalista, militante No Muos e animatrice del comitato contro la discarica di Misterbianco si concentra sul rapporto tra modello di sviluppo e sostenibilità ambientale, un altro cavallo di battaglia della lista. “Bisogna capire quale paradigma economico seguire basandoci sui dati scientifici: serve la riconversione ecologica”, dice. “Le risorse ogni anno vengono esaurite già nel mese di Maggio, così facendo mettiamo a repentaglio le risorse per il futuro dei nostri figli: dobbiamo rispettare la natura e costruire un paradigma economico compatibile con il benessere di tutti e tutte”, chiosa.

 


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