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CHIESA CATTOLICA

Dissesto, Gristina scrive ai catanesi:
"Nel dramma serve responsabilità"

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"Voi restate in Città" è il titolo del messaggio pasquale consegnato al popolo della Diocesi.

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CATANIA - Monsignor Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania, ha colto l’occasione degli auguri pasquali per riflettere sul dissesto finanziario di Palazzo degli Elefanti, sulle possibili ripercussioni sociali ma anche sulle paradossali opportunità che la presente situazione potrebbe offrire all’intero consesso civico. “Voi restate in Città”, è il titolo-incipit del messaggio firmato in coincidenza con la ricorrenza della Domenica delle palme e reso pubblico stamani. Gristina ha scelto le parole di Gesù rivolte agli apostoli (secondo il vangelo di Luca) prima di ascendere al cielo, quale invito alla comunità cattolica proprio in questa fase d'incertezza “a non abbandonare la città, ad abitare il territorio, senza estraniarsi dai suoi molteplici problemi, per quanto grandi essi siano”.

Salvatore Gristina aggiunge una pagina di dottrina sociale al suo magistero, scrivendo un’esortazione per molti aspetti inattesa. “In un orizzonte drammatico, qual è quello del dissesto – avverte – a nessuno sfugge la funzione irrinunciabile dei legami di solidarietà, come cemento che amalgama la vita sociale. Se non si attiveranno i circuiti di solidarietà tutte le situazioni di disagio, conseguenti al dissesto finanziario, determineranno rischi concreti di una sorta di corsa “all'arrembaggio”, di un “si salvi chi può”, che alimentano la mala pianta dell'individualismo, producono frutti di frantumazione, polverizzano la vita sociale della Città, acuiscono incertezza e rancore sociale”.

Quella del capo della Chiesa catanese va anche letta come una chiamata generale alle forze vive della Città. “Serve attivarsi per costruire un patto di corresponsabilità fra cittadini, forze sociali, amministratori, politici, tecnici e professionisti per trasformare le nostra Città in un grande luogo di condivisione e fraternità solidale”, dice l’Arcivescovo. “Alle Istituzioni si richiede un maggior senso di responsabilità – afferma – assegnando priorità alle azioni utili per dare risposte ai bisogni degli ultimi e assicurare la coesione sociale. A queste condizioni, il dissesto di Catania può trasformarsi in opportunità, perché darebbe a tutti l’occasione di scoprire il valore della solidarietà e della collaborazione in vista del bene comune, presente e futuro, della Città”.

Un pensiero va anche ai terremoti del 6 ottobre e di Santo Stefano che “hanno colpito duramente alcuni Paesi del territorio diocesano e hanno aggravato ulteriormente i problemi economici e sociali, che segnano il nostro territorio”. Il motto del messaggio va dritto al cuore di qui sta vivendo la difficilissima fase della ricostruzione: “Rimanere in Città diventa anche una risposta, convinta e non emotiva, conseguente al terremoto; diventa la volontà – esorta Gristina – di continuare a radicarsi nel tessuto urbano e si traduce in un appello alle Istituzioni per far rientrare le popolazioni nelle abitazioni".

 

 


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