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Pressione scarsa, case senza acqua
La protesta negli alloggi popolari

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“Provvedano autonomamente alla manutenzione ordinaria”, dice il sindaco.

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GIARRE - Tornano sul piede di guerra gli abitanti degli alloggi popolari di via Teatro a Giarre. Da mesi gli inquilini di terzo e quarto piano lamentano infatti la mancanza di acqua all'interno delle proprie abitazioni. Un problema di pressione, prima sporadico ma adesso quotidiano, che è diventato causa di gravi disagi. “Da quando abbiamo messo piede in questi alloggi abbiamo avuto questi problemi – spiega Nerina Musumeci – La differenza è che adesso tutti i giorni siamo senza acqua. Fino al secondo piano qualcosina arriva, al terzo e quarto piano niente”. All'origine dei disagi ci sarebbe l'assenza di un contatore che non consentirebbe il funzionamento dell'autoclave. “Da tre anni chiediamo che il comune provveda con l'installazione di questo benedetto contatore – prosegue – Il comune però non ha ancora fatto nulla. Non possiamo continuare a vivere in questo modo. Siamo andati più volte all'ufficio tecnico e all'ufficio idrico ma nessuno è ancora intervenuto”. Con l'avvicinarsi dell'estate e l'arrivo delle alte temperature i disagi saranno sempre maggiori. Il timore è di affrontare la calda stagione ancora senza acqua.

 

Ma per il sindaco Angelo D'Anna è giunto il momento che gli abitanti della ex via Carducci provvedano in modo autonomo alle proprie esigenze. “E' inimmaginabile pensare che l'acqua possa arrivare ai piani alti – dichiara il primo cittadino giarrese -  Ma alla risoluzione del problema devono provvedere autonomamente. Se in una fase iniziale potevamo farci carico di aiutarli in diversi aspetti, a distanza di anni, essendo tutti assegnatari di questi alloggi, devono in qualche modo consorziarsi, come succede nei condomini, e provvedere in modo autonomo”. Il sindaco chiede anzi che gli inquilini degli alloggi popolari provvedano anche alla collocazione dei contatori, regolarizzando le utenze. “E' giusto che rientrino in un circuito di ordinarietà – prosegue il primo cittadino – e che provvedano anche alla voltura delle utenze. Poi se tra queste persone c'è qualcuno che non ha la possibilità di provvedere per motivi economici, il comune in qualche modo cercherà di aiutarli. Ma è chiaro che il proprietario deve fare interventi di straordinaria manutenzione. Mettere un contatore o un autoclave non può essere considerato un intervento straordinario. Poi – conclude Angelo D'Anna - se esistono degli impegni pregressi presi dagli uffici, di cui io non sono a conoscenza, è giusto che lo mettano in evidenza nelle sede opportune”.

 

 


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