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Contratti di solidarietà a "La Sicilia"
"Sacrifici per il rilancio"

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Ecco cosa prevede l'accordo.

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CATANIA – La crisi dell’editoria morde e il mondo dell’informazione si sgretola pezzo dopo pezzo.
Il mosaico della congiuntura si arricchisce oggi di un tassello: “La Sicilia”.  Un altro anno di sacrifici. E’ questo che attende trentaquattro lavoratori full time, articolo 1,  del quotidiano catanese che due giorni fa hanno firmato l’accordo di solidarietà. Una decurtazione del 30% dello stipendio e delle ore lavorate per tentare di sanare il bilancio di un’azienda che al momento accumula più uscite che entrate. Così è stato deciso in seguito all’intervento dell’amministratore giudiziario, Luciano Modica, per correre ai ripari e fare i conti con le casse vuote e i risicati spazi di manovra disponibili. Infatti, in regime di amministrazione giudiziaria non si possono aggravare i passivi di bilancio maturando perdite di gestione.

La parola d’ordine, dunque, è garantire che l’azienda sia economicamente gestibile. Fuori dal perimetro della solidarietà sono rimasti invece otto lavoratori part time che percepiscono salari più bassi e lavorano meno ore. Gli altri colleghi continueranno così a stringere i denti e a faticare lungo un percorso già imboccato anni fa. I giornalisti vengono da quattro anni di contratti di solidarietà e da uno di cassa integrazione (terminato a dicembre) che è stato propedeutico a consentire pensionamenti e prepensionamenti per altri quattordici colleghi.

Sacrifici su sacrifici per restare a galla: servono altri dodici mesi dunque per salvare “il giornale di carta”. Una lotta contro il tempo e contro vento: alla luce della crisi del settore editoriale e dell’avvento degli online che negli anni hanno inferto colpi ferali alla stampa tradizionale. “La Sicilia”, spiegano i dipendenti, tenterà nei prossimi mesi di rilanciare il proprio brand attraverso un’operazione di restyling del formato e della veste grafica.

Puntando su approfondimenti e contenuti di qualità. Una scommessa con ricadute positive per la qualità dell’informazione. “Non perdiamo la speranza”, commenta il giornalista Vittorio Romano membro del Cdr. “Ci auguriamo che il sacrificio di oggi porti a risultati concreti domani: il risanamento del bilancio e il rilancio di una testata storica”, aggiunge assicurando che in redazione serpeggia un “moderato ottimismo”. “Daremo il massimo”, promette il giornalista.


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