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PROCURA DI CALTAGIRONE

Estorsione, armi e minacce
Arrestati i fratelli Amoroso

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Ecco cosa hanno documentato gli inquirenti.

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GRAMMICHELE (CT) - I Carabinieri della Stazione di Grammichele hanno arrestato i fratelli Antonino e Rosario Amoroso, accusati dal Gip del tribunale di Caltagirone di estorsione aggravata. Le indagini, coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica calatina, hanno evidenziato come gli indagati, “in concorso morale e materiale tra loro – scrive la Procura di Caltagirone - mediante violenza e minaccia, costringevano un collega di lavoro (bracciante agricolo) a consegnare loro la somma di denaro di 600 euro e la fede nuziale”.

LE MINACCE - In particolare, dopo aver attirato con la scusa di un caffè la vittima in casa di Rosario Amoroso, quest’ultimo gli avrebbe puntato una pistola alla tempia dicendo : “La senti questa cosa?”. Successivamente, Antonino Amoroso, premendo la propria fronte contro quella della persona offesa, l'avrebbe presa a pugni minacciando: “Vai a prendere 1.000 euro subito altrimenti ti finisce male a te e alla tua famiglia e non fare denuncia altrimenti appena esco fra due anni ti finisce male”. La vittima sarebbe stata costretta a effettuare un prelievo “di 600 euro – annotano gli inquirenti - e a consegnare loro tale somma di denaro e la fede nuziale in oro (come compensazione della somma richiesta inizialmente) nei pressi della villetta ubicata dinanzi il vecchio Ospedale in località Immacolata”.

LE AGGRAVANTI – Viene contestata anche “l’aggravante di aver commesso il fatto con armi” a Rosario Amoroso, durante il periodo di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e Antonino Amoroso nei tre anni successivi alla cessazione della medesima misura di prevenzione.

LA DENUNCIA. “La vittima – ricostruiscono i magistrati - pur se relegata in casa per diverso tempo a causa dello choc subito, pian piano ha trovato il coraggio di reagire denunciando gli estorsori ai carabinieri i quali, ricostruendo minuziosamente il fatto reato, sono riusciti a comporre un quadro indiziario a carico degli indagati che non ha lasciato alcun dubbio al giudice che, accogliendo la proposta del magistrato titolare dell’indagine, ha emesso il provvedimento restrittivo”.

IL COMMENTO - Il Procuratore della Repubblica di Caltagirone Giuseppe Verzera esprime ancora una volta soddisfazione per quest’ulteriore brillante operazione dell’Arma dei Carabinieri e compiacimento per la positiva risposta all’appello di collaborare con le istituzioni rivolto a lavoratori onesti vittime di estorsione, auspicando che questi esempi non restino isolati ma trovino sempre più ampia diffusione nelle coscienze civili.

 

 

 


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