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'L'Isola che non si arrende':
proroga fino al 7 aprile

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L'esposizione è ospitata alla Galleria Credito Siciliano, a Palazzo Costa di Acireale.

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CATANIA - Dopo aver ospitato oltre 1.800 visitatori, la mostra 'L'Isola che non s'arrende. 1968-1969', curata dalla Fondazione Domenico Sanfilippo editore (Dse) e esposta alla Galleria Credito Siciliano, a Palazzo Costa di Acireale, e' stata prorogata fino al prossimo 7 aprile. Il percorso espositivo - realizzato in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Catania, la Fondazione Oelle e con l'art consulting della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese - si propone di documentare il biennio '68-'69 in Sicilia con una prospettiva inedita utilizzando il patrimonio dell'archivio del quotidiano La Sicilia. Ad accogliere il visitatore nella prima sala e' la sezione dedicata allo spaventoso terremoto che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 devasto' la valle del Belice, provocando 231 morti e circa 600 feriti.

Vengono qui esposte alcune immagini realizzate dai fotoreporter de La Sicilia che si susseguirono in quelle difficili settimane affiancando nei reportage i reporter Candido Cannavo' e Tony Zermo. Proprio quest'ultimo e' protagonista di una video-intervista, tra i contenuti piu' apprezzati della mostra. "La sua testimonianza - scrive una visitatrice nel libro dei commenti - e' stata particolarmente toccante con le sue considerazioni amare sia sul passato sia sul presente". A suscitare riflessioni sull'Isola che non s'arrende sono pure le immagini delle contestazioni studentesche e le testimonianze delle attivita' dei giovani di allora. La seconda sala espone infatti, oltre alle foto dell'occupazione di Palazzo Centrale a CATANIA del 29 febbraio 1968, sette edizioni del supplemento de La Sicilia Vent'anni. Il foglio dei giovani" e due edizioni di "Sicilia Studenti". Ad arricchire la sezione la video-intervista ad Antonio Di Grado, ordinario di Letteratura Italiana all'Universita' di CATANIA e a Don Antonio Giacona, dal 1987 al 2017 missionario in Cile e docente dell'Universita' Cattolica di Santiago. L'ultima sezione della mostra e' riservata ai fatti di Avola del 2 dicembre 1968 che provocarono la morte di due braccianti. (ANSA).


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