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Blitz della polizia, 24 arresti
Smantellata piazza di spaccio

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Tre gruppi operavano a San Giovanni Galermo. E farebbero riferimento al gruppo di Picanello della famiglia Santapaola.

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CATANIA - È stata smantellata quella che gli inquirenti definiscono la più grande piazza di spaccio dell'hinterland etneo. GUARDA LE FOTO Una roccaforte della droga situata a San Giovanni Galermo. E che servirebbe ad arricchire le casse
del clan Santapaola-Ercolano, precisamente del gruppo di Picanello. Sono 24 gli arresti della Squadra Mobile scattati questa mattina all'alba. Gli indagati sono accusati "a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio delle medesime sostanze, con l’aggravante mafioso al fine di agevolare Cosa nostra". Il collegamento con il gruppo di Picanello è il trafficante di cocaina Marco Battaglia, già condannato a 30 anni per droga e inserito nel blitz Orfeo. Tra gli arrestati infatti c'è il genero Eugenio Minnella e anche la figlia Luana. "È Minnella la figura chiave di questa indagine", ha detto il procuratore Carmelo Zuccaro ai giornalisti.

Le indagini, che sono state condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Polizia di Nesima, hanno documentato la piena operatività di una consolidata attività di spaccio a San Giovanni Galermo, quartiere a nord di Catania. In quel lembo di cemento e palazzi sarebbero stati operativi tre distinti gruppi, tutti legati a doppio filo con la criminalità organizzata. La piazza di spaccio sarebbe stata creata all’interno di un complesso di edilizia popolare, "la cui naturale posizione privilegiata e la particolare architettura, con i suoi anfratti e le numerose vie di fuga, hanno favorito - scrivono gli investigatori - la lucrosa illecita attività di vendita di marijuana e cocaina". Precisamente ci troviamo tra il civico 113 e il civico 129 di via Capo Passero. Da qui il nome del blitz Cape Sparrow. "Su via Capo Passero stiamo facendo un lavoro investigativo mirato - ha detto il pm Rocco Liguori che ha coordinato l'inchiesta - come quello già compiuto a San Cristoforo, che è un quartiere che sta cambiando volto. Noi abbiamo un duplice obbiettivo quello di fermare i flussi di denaro a Cosa nostra, e dall'altra parte restituire il quartiere alla città". "Certo non basta la repressione", gli fa eco il procuratore aggiunto Francesco Puleio. "Servono azioni di politica sociale che permettono di arginare le sacche di povertà, che è il bacino preferenziale per il crimine organizzato per assoldare manovalanza".

Sono le intercettazioni audio e soprattutto video a permettere ai poliziotti di ricostruire l'organigramma dei tre gruppi: dai vertici, ai pusher alle sentinelle. "Non è stato un lavoro semplice penetrare in quel quartiere e piazzare le telecamere", ha detto il dirigente della Mobile Antonio Salvago nel corso della conferenza stampa. I tre 'capipiazza' sono Eugenio Minnella (appunto, ndr), Alessandro Tomaselli e Giuseppe Bellia. Il gruppo del genero di Battaglia, che gestivano lo smercio al civico 129, sarebbe composto da Andrea Corsaro, Concetto Aiello, Massimiliano Previte e Jonathan Spampinato. La squadra di Tomaselli invece che vendeva dal civico 89 al 129 era composta da Alessandro Vecchio, Angelo Speranza e Francesco Finocchiaro. Nell'equipe di Bellia, che operava tra i civici 113 e 121, c'erano Emanuel Kevin Ferro, Damiano Sparacino e Carmelo Scalia.

In manette sono finite anche due donne: Vincenza Aiello, che svolgeva il ruolo di custode di stupefacenti. Nel corso delle indagini, infatti, la polizia aveva arrestato il marito Giuseppe Nizzari per il rinvenimento di 5 chili di marijuana nascosti nell'armadio della camera da letto della donna. La figlia di Battaglia invece avrebbe avuto mansioni di vedetta. Tutti sono finiti nelle carceri catanesi di Bicocca e Piazza Lanza.

Questi i nomi degli arrestati. Concetto Aiello, Giuseppe Bellia, Orazio Castagna, Andrea Corsaro. Simone Di Mauro, Kevin Emanuel Ferro, Francesco Finocchiaro, Claudio Natalizio  Minnella, Eugenio Minnella, Salvatore Musumeci, Massimiliano Previte, Santo Sapuppo,  Carmelo Scalia, Jonathan Spampinato, Damiano Sparacino, Angelo Speranza, Alessandro  Tomaselli, Francesco Tudisco, Alessandro Vecchio (nei confronti dei quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere), Vincenza Aiello, Luana Battaglia, Andrea Calabretta, Giovanni Castorina, Pietro Alessio Ranieri (nei confronti dei quali è stata disposta la misura degli arresti domiciliari). LE FOTO DEGLI ARRESTATI

 

 


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